La “Sagra te lu ranu” a Merine

“Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”, così viene descritta questa terra in modo semplice ma altrettanto efficace e vero.

Il sole: uno dei più torridi ma anche spettacolari.

Il mare: uno dei più suggestivi ed eccezionali.

Il vento: tra scirocco e tramontana, croce e delizia del Salento.

Ma non solo: il Salento è storia, tradizione, cultura, il Salento è vita.

Infatti, in molte zone durante l’estate la celebrazione delle proprie origini dà vita alle più svariate “sagre”, ovvero feste che permettono di riscoprire antichi sapori e valori del passato.

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Stasera noi di Scuola Mondo Italia siamo qui a Merine, un piccolo paese poco distante da Lecce, in cui si festeggia la “sagra te lu ranu” (la sagra del grano) dal 14 al 16 luglio. Già dal 1993, questa sagra ha iniziato a dare il via a tutte le altre sagre della stagione estiva.

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Il programma include:

  • il concorso a tema “Comu era nna fiata”, organizzato in occasione della 25^ edizione della sagra per permettere ad artisti, mani artigiane, gruppi di persone o singoli individui di esprimere la propria fantasia realizzando scene che rappresentino la vita contadina ed artigiana di un tempo. La realizzazione di questi piccoli spazi di vita quotidiana sono visitabili in piazza Maria S.S. Assunta, l’atmosfera è molto suggestiva e ci permette di immaginare le attività e lo stile di vita dei nostri nonni con la semplicità della vita di un tempo.

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  • il programma musicale, che nelle tre serate vede esibirsi i grandi nomi della musica folkloristica popolare. Non mancheranno anche cabarettisti e artisti di vario genere ad animare la serata di questa festa all’ insegna della riscoperta del passato. Tamburelli, nacchere, fazzoletti, chitarre e voci che intonano le più antiche canzoni popolari fanno del Salento una terra viva, brulicante di tradizioni e di “culto” autentico alla scoperta delle tipicità locali.

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  • i piatti tipici che si possono mangiare nei vari percorsi gastronomici della festa sono basati sul grano, elemento semplice ma essenziale, soprattutto tipico per questa civiltà contadina ed elemento a cui è intitolata la sagra. Tra i vari piatti, ecco i più tipici: pasta fatta a casa, “ranu stumpatu”, “fave nette e cicorie reste”, “minchiareddhri con sugo di pomodori spezzati”, “pizzi”, “pucciteddhra pizzicata”, “muersi”, “ciceri e tria” ma non mancano anche i dolci tipici come il “pasticciotto” e lo “spumone”.

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Una sagra per festeggiare questo prodotto incredibile della terra, motivo di orgoglio locale e noi ammaliati da suoni e odori genuini e originari.

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Ci godiamo l’atmosfera e passeggiamo in un perfetto connubio tra ricette dei nonni, dolci caratteristici, grigliate, vino rosso, arte, cultura e buona musica, perché il Salento è il suono della “pizzica” che ci aspetta su ogni piccolo palco dove i tamburi suonano e tutti mangiamo “lu ranu”.

 

“Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”, so this land is described in a simple but equally effective and true way.

The sun: one of the most spiky but also spectacular.

The sea: one of the most impressive and exceptional.

The wind: between “scirocco” and “tramontana”, the cross and the delight of Salento.

But not only: Salento is history, tradition, culture, Salento is life.

Indeed, in many areas during the summer the celebration of its origins gives birth to the most varied “sagre”, festivals that allow to rediscover ancient flavors and values ​​of the past.

Tonight we of Scuola Mondo Italia are here at Merine, a small village not far from Lecce, where the “sagra te lu ranu” (the wheat festival) is celebrated from 14 to 16 July. Since 1993, this festival has begun to give way to all the other festivals of the summer season.

The program includes:

  • the theme contest “Comu era nna fiata”, organized on the occasion of the 25th edition of the festival to allow artists, craftsmen, groups of people or individuals to express their fantasy by making scenes representing the peasant and craft life of that time. The realization of these small spaces of daily life can be visited in Piazza Maria S.S. Assunta, the atmosphere is very impressive and allows us to imagine the activities and lifestyle of our grandparents with the simplicity of that lifetime.

 

  • The musical program, which in the three evenings the great names of folk music play. There will also be a variety of cabarettists and artists to animate the evening of this festival as a sign of the rediscovery of the past. Tambourines, dwarves, handkerchiefs, guitars and voices that pop up the oldest folk songs make Salento a living land full of traditions and authentic cult to discover the local typical things.

 

  • The typical dishes that can be eaten in the various culinary routes of the party are based on wheat, a simple but essential element, especially typical for this peasant civilization and element to which the festival is dedicated. Among the various dishes, here are the most typical ones: “ranu stumpatu”, “fave nette e cicorie reste”, “minchiareddhri con sugo di pomodori spezzati”, “pizzi”, “pucciteddhra pizzicata”, “muersi”, “ciceri e tria” but also not missing the typical sweets such as “pasticciotto” and “spumone”.

 

A festival to celebrate this amazing product of the earth, a source of local pride and we enchanted by genuine and original sounds and odors.

We enjoy the atmosphere and walk in a perfect blend of grandparents recipes, characteristic pastries, grilled meat, red wine, art, culture and good music, because Salento is the sound of the “pizzica” waiting for us on every small stage where the drums sound and we all eat “ranu”.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Una passeggiata…fino a Porta Napoli

Un’altra calda settimana sta per volgere al termine a Scuola Mondo Italia e noi vogliamo concluderla in bellezza proponendo agli studenti una passeggiata che dal centro della città, Piazza S. Oronzo, ci condurrà a Porta Napoli.

Attraverseremo secoli di storia, dalla più antica alla più moderna, vivremo momenti e tradizioni memorabili e ammireremo le bellezze infinite di questa straordinaria città.

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Salutiamo la colonna di S. Oronzo e girando a sinistra ci addentriamo nella Piazzetta Castromediano, uno spazio che fa da eccezione al barocco leccese.  

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Infatti, pochi sanno che sotto il suolo è stata rinvenuta una cisterna olearia databile circa all’ età del ferro.

La produzione dell’olio era molto fruttuosa nel Salento fino al II secolo d.C. e molti sostengono che i centri storici del Salento leccese siano stati costruiti con i soldi derivanti dalla produzione e dal commercio dell’olio. Alcune cisterne potevano contenere fino a 800.000 litri d’olio! Una grande quantità utilizzata principalmente per la combustione delle lampade, il cosiddetto olio lampante, lasciava i porti salentini e si dirigeva verso le principali capitali Europee.

Non possiamo fare a meno di ammirare la Basilica di Santa Croce, che come d’incanto si presenta all’improvviso come uno degli esempi più alti del barocco leccese in tutta la sua sfarzosità. 

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La Basilica di Santa Croce, ora in fase di restauro, è una vera e propria sorpresa per chi non l’ha mai vista.

La sua costruzione iniziò nel 1549 e terminò circa un secolo dopo. È il frutto di tre architetti che si sono succeduti nel tempo: Gabriele Riccardi, Francesco Antonio Zimbalo e Cesare Penna.

Inoltre, insieme al Palazzo dei Celestini, oggi sede del  Palazzo della Provincia, forma un unico complesso.

Basta attraversare l’elegante cortile per ritrovarsi nel giardino comunale, il parco più bello della città, intitolato a Garibaldi con esemplari di eroi salentini e nazionali.

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Noi decidiamo di proseguire ancora per la via Umberto I e dedichiamo una fondamentale parentesi alla “cartapesta leccese”. 

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Infatti, se il barocco è legato alle scuole locali di scalpellini della “pietra leccese”, la cartapesta ci riconduce al tempo in cui l’artigianato viveva un periodo valoroso. Tra statue, fiori, putti e svariate decorazioni, si rivela un prodotto unico e originale, frutto del genio locale.

Tutti col naso all’ insù per ammirare gli eleganti palazzi settecenteschi nel centro storico e come i raggi del sole si riflettono nel centro storico, arriviamo in via Palmieri, una delle vie più rappresentative del centro storico.

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Tra la chiesa di S. Maria della Porta, il Teatro Paisiello e tanti locali dell’artigianato, decidiamo di prenderci un po’ di tempo per ammirare il quadro che rappresenta questa via.

E proprio di fronte a noi il meraviglioso e imponente Arco di Trionfo, chiamato anche Porta Napoli che, insieme agli oleandri, disegnano una vista paradisiaca e straordinaria.

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La nostra passeggiata si conclude di fronte all’ Obelisco, una guglia fatta innalzare con una serie di rappresentazioni mitologiche e gli stemmi dei quattro circondari di Brindisi, Gallipoli, Lecce e Taranto …

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e con un bell’ arrivederci fatto di occhi sognanti, pieni di arte e di storia che una città come Lecce fa rivivere coma una grande magia.

 

Another hot week is going to end at Scuola Mondo Italia and we want to conclude it in beauty by offering students a walk from the center of town, Piazza S. Oronzo, that will take us to Porta Napoli.

We will cross centuries of history, from the oldest to the most modern times, we will experience memorable moments and traditions and admire the endless beauties of this extraordinary city.

We salute the Colonna of S. Oronzo and turning left we enter the Piazzetta Castromediano, a space that is an exception to the Lecce baroque.

In fact, few people know that an oil tank was found beneath the ground, dating back to the iron age.

Oil production was very fruitful in Salento until the 2nd century AD. And many claim that the historic centers of Salento have been built with the money generated by the production and the oil trade. Some cisterns could contain up to 800,000 liters of oil! A large quantity used mainly for the burning of lamps, the so-called lampante oil, left the Salento ports and headed to the main European capitals.

We admire the Basilica of Santa Croce, which, like enchantment, suddenly appears as one of the highest examples of the Baroque of Lecce in all its splendor.

The Basilica of Santa Croce, now under restoration, is a real surprise for those who have never seen it.

Its construction began in 1549 and ended about a century later. It is the fruit of three architects who have succeeded over time: Gabriele Riccardi, Francesco Antonio Zimbalo and Cesare Penna.

In addition, together with the Palazzo dei Celestini, today the seat of the Palace of the Province, forms a single complex.

Just crossing the elegant courtyard you can find the city garden, the most beautiful park in the city, titled Garibaldi with statues of heores both from Salento and national ones.

We decide to continue on Via Umberto I and dedicate a fundamental bracket to the “leccese paper mill”.

In fact, if the baroque is tied to the local stone schools of the “Lecce stone”, the paperback brings us back to the time when the craftsman lived a valiant period. Between statues, flowers, putti and various decorations, it is a unique and original product, the result of the local genius.

All with the nose up to admire the elegant eighteenth-century palaces in the historic center and how the rays of the sun are reflected in the historic center, we arrive at via Palmieri, one of the most representative streets of the historic center.

Between the church of S. Maria della Porta, the Teatro Paisiello and many local crafts, we decide to take some time to admire the picture that represents this street.

And just before us the wonderful and impressive Arc de Triomphe, also called Porta Napoli, which together with the oleanders, draw a heavenly and extraordinary view.

Our walk ends in front of the Obelisk, a spire made up of a series of mythological representations and coats of arms of the four circles of Brindisi, Gallipoli, Lecce and Taranto …

And with a beautiful goodbye made of dreamy eyes, full of art and history that a city like Lecce lets us revive as a great magic.

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

A lezione di cucina con mamma Franca

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E anche oggi mamma Franca ci delizia con uno dei suoi menù per la lezione di cucina con gli studenti di Scuola Mondo Italia & Homestay.

Forza, rimbocchiamoci le maniche e tutti all’opera!

Mamma Franca ci presenta un menù semplice e gustoso, tradizionale e saporito, con ingredienti freschi e genuini, che ricorda la Puglia in tutta la sua essenza:

Antipasto: Friggitelli al pomodoro

Ingredienti per 4 persone:

8 friggitelli

150 gr. di pomodori maturi

1 cipolla

Sale q.b.

Olio extravergine di oliva

4 foglie di basilico

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Preparazione:

In una teglia versare abbondantemente l’olio e i friggitelli, farli rosolare da entrambi le parti avendo cura di girarli spesso.

Una volta rosolati, togliere i friggitelli e versare la cipolla tagliata a fettine e farla rosolare.

Versare i pomodori tagliati a metà e far cuocere per circa 10 minuti.

Aggiungere il sale q.b. e versare i friggitelli, lasciarli cuocere per altri 5 minuti.

Spegnere il fornello e aggiungere il basilico.

 

Primo: Maccheroncini al ferretto in ciambotta

Ingredienti per 4 persone per i maccheroncini:

600 gr. di farina di grano duro rimacinata

Circa 130 gr. di acqua tiepida

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Preparazione:

Impastare la farina con l’acqua e lavorare l’impasto.

Fare un cilindro lungo, sottile e tagliarlo a pezzettini di circa 3 cm e tirarli con il ferretto (pratica, pratica!!!).

Ingredienti per 4 persone per la ciambotta:

1 melanzana

1 peperone giallo

1 peperone rosso

1 zucchina

1 cipolla

2 coste di sedano

1 spicchio d’aglio

Circa 250 gr. di pomodori maturi

8 foglie di basilico fresco

100 gr. di olio extravergine d’oliva

Preparazione:

In una teglia mettere l’olio e far rosolare l’aglio, aggiungere le melanzane tagliate a dadini e lasciarle rosolare.

Togliere le melanzane e versare i peperoni tagliati a striscioline e lasciarli rosolare.

Toglierli, se necessario aggiungere altro olio e aggiungere le zucchine tagliate a rondelle e rosolarle..

Togliere le zucchine e versare la cipolla tagliata finemente e farla rosolare. Poi aggiungere i pomodori tagliati a pezzettini e cuocere a fuoco lento per 15 minuti.

Versare le verdure rosolate, il sedano tagliato a pezzettini, aggiungere il sale q.b. e cuocere per altri 15 minuti a fiamma bassa.

Spegnere il fornello e aggiungere il basilico.

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Mettere in una pentola abbondante acqua e quando bolle, versare i maccheroncini, aggiungere il sale q.b. e appena cotti (circa dopo 6 minuti) scolarli e versarli nella ciambotta e saltare per qualche minuto.

Cospargere con cacio ricotta a scaglie o pecorino e servire.

 

 

Secondo: Involtini in bianco

Ingredienti per 4 persone:

8 fettine di prosciutto di maiale (o fettine di pollo)

1 spicchio d’aglio

Prezzemolo q.b.

Pepe q.b.

Pecorino grattugiato o a pezzi q.b.

Capperi q.b.

1 cipolla grande o 2 piccole

Sale q.b.

Olio extravergine di oliva

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Preparazione:

Su ogni fettina di carne predisporre un pezzettino di aglio, un po’ di prezzemolo, pepe, un cucchiaio di pecorino o un pezzettino, 2/3 capperi.

Arrotolare le fettine e chiudere con gli stuzzicadenti.

In una teglia mettere circa 50 gr. di olio e far rosolare molto bene gli involtini a fiamma alta.

Abbassare la fiamma e aggiungere la cipolla.

Quando la cipolla è appassita, aggiungere il vino e lasciarlo evaporare.

Aggiungere un bicchiere di acqua e il sale.

Cuocere per circa 30 minuti e…

Voilà, il pranzo è servito! Buon pranzo a tutti!!!

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Ps. dimenticavamo l’ingrediente essenziale: per una riuscita straordinaria, una buona compagnia è quello che ci serve!!! E noi … ce l’abbiamo!!! Eccoci tutti a gustare i piatti cucinati dagli studenti di Scuola Mondo Italia & Homestay: un vero successo!

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 Ciao ciao, alla prossima!!!

 

And today Mama Franca delights us with one of her cooking lessons with the students of Scuola Mondo Italia & Homestay.

Come on, let’s put on the sleeves and everyone at work!

Mamma Franca shows us  a simple and tasty menu, traditional and delicious, with fresh and genuine ingredients that reminds Apulia in all its essence:

 

Appetizer: Peppers with tomato

Ingredients for 4 people:

8 friggitelli

150 gr.  ripe tomatoes

1 onion

Salt to taste

Extra virgin olive oil

4 basil leaves

 

Preparation:

In a baking pan pour plenty of oil and peppers, make them brown on both sides, taking care to turn them often.

Once browned, remove the peppers and pour the onion sliced into slices and brown it.

Pour the tomatoes cut in half and cook for about 10 minutes.

Add salt and pour the peppers, let them cook for another 5 minutes.

Turn off the stove and add the basil.

 

First course: Macaroni in the cobwebs

 

Ingredients for 4 people for macaroni:

600 gr. hard-wheat flour

About 130 gr. warm water

 

Preparation:

 

Knead flour with water and work the dough.

Make a long, thin cylinder and cut it into small pieces of about 3 cm and pull them with the hook (practice, practice !!!).

 

Ingredients for 4 people for the bouillon:

 

1 eggplant

1 yellow pepper

1 red pepper

1 zucchini

1 onion

2 ribs of celery

1 clove of garlic

About 250 gr. ripe tomatoes

8 fresh basil leaves

100 gr. extra virgin olive oil

 

Preparation:

 

In a pan, put the oil and let the garlic brown, add the aubergines cut into pads and let them brown.

Remove the aubergines and pour the peppers cut into strips and let them brown.

Remove them, if necessary add more oil and add the zucchini cut into pieces and brown them.

Remove the zucchini and pour the finely chopped onion and brown it. Then add the chopped tomatoes and cook over low heat for 15 minutes.

Pour the browned vegetables, the celery cut into small pieces, add the salt and cook for another 15 minutes at low flame.

Turn off the stove and add the basil.

Put water in an abundant pot and when it bubbles, pour the macaroni, add salt and cook them (about 6 minutes), drain them and pour them into the pan with the vegetables and skip for a few minutes.

Sprinkle with ricotta cheese or pecorino cheese and serve.

 

Second: Rolls in white

 

Ingredients for 4 people:

 

8 slices of pork ham (or chicken slices)

1 clove of garlic

Parsley

Pepper as needed.

Grated or partially grated pecorino

Capers

1 large or 2 small onion

Salt to taste.

Extra virgin olive oil

 

Preparation:

 

On each slice of meat prepare a piece of garlic, a little parsley, pepper, a tablespoon of pecorino cheese or a small piece, 2/3 capers.

Roll the slices and close with the toothpicks.

In a baking tray put about 50 gr. of oil and let the flame rolls roll very well.

Put the flame low and add the onion.

When the onion is dried, add the wine and let it evaporate.

Add a glass of water and salt.

Cook for about 30 minutes and …

Here we are, lunch is served! Good lunch to all!!!

Ps. We forgot the essential ingredient: for a great success, a good company is what we need !!! And we … we have it !!! Here we all enjoy the dishes cooked by the students of Scuola Mondo Italia & Homestay: a real success!

Bye bye, see you soon!

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

 

 

 

 

A Piazza Sant’Oronzo per un gelato spettacolare

È un pomeriggio di luglio… fa caldo, vogliamo studiare l’italiano ma vogliamo anche un buon gelato.

Allora, sapete cosa facciamo? Andiamo a fare lezione all’ aperto!

Sono sicura che un gelato ci sta più che bene tra un esercizio e l’altro ed è un buon motivo per chiacchierare. Allora, cosa aspettiamo? Andiamo in centro, in piazza a goderci la meravigliosa atmosfera barocca della Firenze del Sud.

Direzione: Piazza Sant’Oronzo

Camminiamo attraverso Porta Rudiae, la porta più antica e interessante di Lecce.

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Ammiriamo le viuzze del centro storico, estasiati dalla bellezza delle chiese decorate nel tipico stile del barocco leccese, circondati da botteghe di cartapestai e locali di cucina tradizionale.

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Ci soffermiamo di fronte ad una vetrina per una breve descrizione di alcuni prodotti tipici leccesi:

il pasticciotto: tipico dolce leccese che rappresenta una vera esplosione di gusto con crema pasticcera e pasta frolla e insieme al caffè leccese è una vera goduria;

il pizzo: tipico pane dei contadini che fa ricordare i nostri nonni mentre lavoravano nei campi, condito con zucchine, pomodorini, olive e altre verdure, senza tralasciare il prezioso olio extravergine d’ oliva;

il rustico: un vero sfizio salentino, a forma di disco di pasta sfoglia, ripieno di pomodoro, mozzarella e besciamella che insieme al pizzo, ai taralli e alle olive rappresenta una buona soluzione per un aperitivo da leccarsi i baffi!

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Dopo pochi passi, rimaniamo incantati davanti alla piazza del Duomo, uno dei tanti trionfi del barocco leccese … non abbiamo parole per tanta meraviglia. La cattedrale del Duomo, i palazzi del Vescovado e del Seminario e il Campanile si affacciano intorno alla splendida piazza. La luce si riflette nella pietra leccese, giochi di luci e ombre ci circondano e noi estasiati capiamo che l’arte è la vera grandezza di questo splendore.

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Non passa inosservata la Chiesa di Sant’Irene, la chiesa della santa protettrice della città fino al 1656 e la chiesa che ospitò le operazioni di plebiscito per decidere il  di Lecce ad entrare nel Regno d’Italia.

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Adesso solo pochi passi per arrivare a Piazza Sant’Oronzo, la piazza più famosa di Lecce che ospita la colonna di Sant’Oronzo, il Sedile e l’Anfiteatro romano.

Oggi questa piazza è il risultato delle stratificazioni accumulate durante i tanti secoli, producendo un insieme di stili diversi che ormai da sempre convivono insieme.

Originariamente l’Anfiteatro Romano era occultato dalle botteghe ottocentesche, abbattute in seguito agli scavi archeologici che hanno portato alla luce l’antico Anfiteatro.

Il Sedile, o Palazzo del Seggio, ha rivestito diversi ruoli: rappresentanza della città di Lecce, anche prestigioso magazzino per le munizioni della città, sede del Municipio fino al 1851, sede del Museo Civico e oggi è spazio culturale per gli artisti che vogliono esporre le loro opere a Lecce.

Dal 1656 la piazza è stata intitolata al Santo Protettore di Lecce, S. Oronzo, dopo la terribile epidemia di peste che si era abbattuta sull’intero regno di Napoli.

 

 

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Che dire, Lecce permette di vivere un’atmosfera straordinariamente unica, sia di giorno che di sera ci sembra di fare un salto nel passato tra i tanti secoli di storia che hanno visto questa meravigliosa città svilupparsi e divenire il meraviglioso gioiello che è oggi.

E a noi non resta che prendere posto e ammirare questo meraviglioso panorama con una bella coppa di frutta fresca e gelato al pasticciotto!

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È forse una buona occasione per praticare la pronuncia di: “pistacchio”, “pasticciotto”, “rustico”, “rustici”e “gusto”, giusto?

Senza dubbio, la nostra serata è davvero spettacolare!

 

It’s a July afternoon … it’s hot, we want to study Italian but we want a good ice cream too.

So, do you know what we are doing? Let’s go outside!

I’m sure an ice cream is good between an exercise and another and it’s a good reason to chat. So what are we waiting for? We go downtown, in the square to enjoy the wonderful Baroque atmosphere of the Florence of the South.

Direction: Piazza St. Oronzo

We walk through Porta Rudiae, the oldest and most interesting door of Lecce.

We admire the narrow streets of the old town, surrounded by the beauty of the churches decorated in the typical Baroque style of Lecce, surrounded by paperwork shops and traditional cooking places.

We stop in front of a window for a brief description of some typical Lecce products:

pasticciotto: typical sweet from Lecce, that represents a true taste explosion with pastry cream and pastry and together with leccese coffee is a real pleasure;

pizzo: typical peasant bread that remembers our grandparents while working in the fields, seasoned with zucchini, cherry tomatoes, olives and other vegetables, without forgetting the precious extra virgin olive oil;

rustico: a real salento whim, shaped like a disk with a sheet of puff pastry, filled with tomato, mozzarella and bechamel that together with pizzo, taralli and olives is a good solution for a delicious aperitif!

After a few steps, we remain enchanted in front of the Duomo Square, one of the many triumphs of the Lecce baroque … we have no words for so much marvels. The cathedral of the Duomo, the palaces of the Bishopric and Seminary and the Campanile overlook the splendid square. The light is reflected in the Lecce stone, lights and shadows surround us and we are excited to see that art is the true magnitude of this splendor.

The church of St. Irene does not pass unnoticed, the church of the patron saint of the city until 1656 and the church that hosted the plebiscites to decide whether Lecce would enter the Kingdom of Italy.

Now just after few steps: Piazza Sant’Oronzo, the most famous square in Lecce that houses the Colonna of Sant’Oronzo, the Seat and the Roman Amphitheater.

Today this square is the result of the stratifications accumulated over the centuries, producing a set of different styles that have always lived together.

Originally, the Roman Amphitheater was concealed from nineteenth-century shops, demolished after the archaeological excavations that brought to light the ancient Amphitheater.

The Seat, or Palace of the Seat, has played various roles: representing the city of Lecce, also a prestigious ammunition depot in the city of Lecce, home to the Town Hall until 1851, home to the Civic Museum and today is a cultural space for artists who want to exhibit their works in Lecce.

Since 1656 the square was named after the Holy Protector of Lecce, S. Oronzo after the terrible epidemic plague that had collapsed throughout the reign of Naples.

What to say, Lecce allows you to experience an extraordinarily unique atmosphere, both in the day and in the nigh, to make a leap into the past among the many centuries of history that have seen this wonderful city grow and become the wonderful jewel that is today.

And we just have to take a seat and admire this wonderful panorama with a nice cup of fresh fruit and pasticciotto ice cream!

It is maybe a good occasion to practice the pronunciation of “pistachio”, “pasta”, “rustic”, “rustic” and “taste”, right?

Whitout any doubt, our evening  is really spectacular!

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

 

 

 

 

L’italiano che unisce!

È bello concludere l’anno con una bella storia ed è proprio quello che voglio fare con questo articolo.

Quello che mi piace del mio lavoro non è solo trasmettere e condividere conoscenza, ma anche e soprattutto condividere storie di vita.

Sebbene non sia stata presente sul blog per qualche mese a causa di molti impegni, non posso fare a meno di presentarvi questa meravigliosa  storia di cui  Natalie è la protagonista.

Natalie è una ragazza tedesca, studentessa alla facoltà di Medicina in Germania che ha frequentato il corso intensivo di lingua e cultura italiana presso Scuola Mondo Italia. È inutile dire che siamo subito diventate amiche e che il suo sorriso e la sua dolcezza sono le sue caratteristiche principali. Verso la fine del corso mi ha detto che ha voluto studiare la lingua italiana a Lecce perché il suo desiderio era di conoscere suo nonno, che abita in un piccolo paesino qui vicino. Così, un giorno è iniziata la sua avventura (ecco qui le parole del suo testo!):

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“Ieri alle 4 del pomeriggio sono arrivata a Matino, poi sono andata al centro perché non sapevo da dove cominciare. A sinistra della strada ho visto la posta e ho pensato “forse posso chiedere lì”. Davanti alla posta c’era un signore. Ho raccontato al signore che mio nonno era di Matino. Il signore ha detto “Conosco R.M! Possiamo andare a casa sua insieme!”. Olè!!! J

Ma mio nonno non era a casa. Peccato!
Ma il signore mi ha detto che mio nonno fa molte passeggiate. Nella macchina del signore abbiamo guidato per Matino e improvvisamente il signore ha detto “Là, il signore sulla strada è R.M.!”.

Ho chiesto a quel signore se è R.M. e se conosce M.F.(mia nonna) e il signore ha detto “Si!”.

Un miracolo!”

Così proprio come in un film, due famiglie si sono ritrovate, un legame perso da anni si è rinsaldato e la famiglia si è riunita. Cosa c’è di più bello se non l’amore per la propria famiglia?

Beh, lasciatemelo dire…io di questa storia ne sono davvero orgogliosa!
E galetotto fu l’italiano e chi l’ insegnò! 🙂

Buon anno a tutti!

 

It’s nice to finish the year with a good story and that’s what I want to do with this article.

What I like about my job is not only to transmit and share knowledge, but also share life stories.

Although I has not been present on the blog for a few months due to many commitments, I can not do anything but to tell this marvelous story of which Natalie is the protagonist.

Natalie is a German girl, a student of Medicine in Germany, who attended the intensive Italian language and culture course at Mondo Italia School. Needless to say, we immediately became friends and  her smile and her sweetness are her main features. Towards the end of the course she told me that she wanted to study the Italian language in Lecce because her desire was to know her grandfather, who lives in a small village near here. So, one day hes adventure began (here the words of her text!):

“Yesterday at 4 pm I arrived in Matino, then I went to the center because I did not know where to start. To the left of the road I saw the mail and thought “maybe I can ask there”. In front of the post office there was a man. I told the man that my grandfather was from Matino. The mansaid, “I know R.M! We can go to his house together! “. Horray !!! 🙂

But my grandfather was not at home. What a shame!

But the man told me that my grandfather has many walks. In the car we drove to the streets Matino and suddenly the man said, “There, that man on the street is R.M.!”.

I asked that man if he was R.M. and if he knew M.F. (my grandmother) and the man said “Yes!”.

A miracle!”

So just like in a film, two families came together, a bond lost years was strengthened and the family is reunited. What could be more beautiful than the love for your family?

Well, let me tell you … of this story I’m really proud!

And “galetotto” was the Italian and who taught it! 🙂

Happy New Year everyone!

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Weekend in Salento, pt. III

Il weekend in Salento è giunto all’ ultima tappa.

Domenica: Maglie e Santa Maria di Leuca.

Maglie è una città del Salento dalle tante sfaccettature.  Attiva fin dall’età megalitica, ne sono testimonianza i monumentali dolmen e menhir tra i quali i miei ricordi storici si perdono, insieme alla mia meraviglia.

Nel corso dei secoli Maglie si è poi sviluppata come florido centro artigianale, producendo valorosi manufatti in ferro battuto, legno e, ovviamente, in pietra leccese, diffondendo anche nel ricamo il “punto Maglie”.

Non dimenticando l’arte barocca e la storia locale e nazionale, passeggio tra i vicoli del centro storico che mi portano dalla casa del famoso statista Aldo Moro alla meravigliosa statua della Baronessa Francesca Capece, la donna ottocentesca che donò tutti i suoi beni per fondare il Ginnasio della città in favore della cultura.

Ne rimango stupefatta… e i raggi del sole tra la pietra leccese offrono un’atmosfera incantevole.

Così, pronta per l’utlima destinazione, mi dirigo appunto per il “finibus terrae”, il confine della terra, cioè a Santa Maria di Leuca.

Leuca ripercorre una lunga storia fatta di insediamenti rupestri, grotte, cripte, chiese, ville liberty e castelli… il tutto in un lungo incontaminato tra ulivi secolari e mare limpido.

Così, di fronte al santuario si apre dinanzi ai miei occhi uno spettacolo straordinario: il mare, l’infinito.

Posso passare un tempo indefinito ad ammirare questo spettacolo…

 allora io resto ancora un po’ qui salutandovi con le parole del cantante Domenica Modugno: “Meraviglioso”.

 

The weekend in Salento has come to the last stage.

Sunday: Maglie and Santa Maria di Leuca.

Maglie is a town of Salento with many aspects. Active since the megalithic age, the massive dolmens and menhirs are witnesses together with my historical memories, among which I get lost and it amuses me.

Over the centuries Maglie has developed as a thriving craft center, producing remarkable manufacts with wrought iron, wood and, of course, made of local stone, also improving the embroidery “punto Maglie“.

Not forgetting the baroque art and the local and national history, I am walking through the alleys of the old town that lead me from the house of the famous statesman Aldo Moro to the wonderful statue of Baroness Francesca Capece, the nineteenth-century notable woman who donated all her possessions to found the gymnasium of the country in favour of culture.

I am amazed … and the rays of the sun among the local stones offer an enchanting atmosphere.

So, ready for the last destination, I go to the “finibus terrae“, the border of the earth, that is,  Santa Maria di Leuca.

Leuca recounts a long history of rock dwellings, caves, crypts, churches, Art Nouveau villas and castles … all in an area uninterrupted by olive trees and clear sea.

So, in front of the shrine an extraordinary sight is shown: the sea, the infinite.

I can spend an indefinite time to admire this view … so I stay still a bit here greeting you with the words of the singer Domenico Modugno: “Wonderful“.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi), Puglia (Italia).

Weekend in Salento pt. II

L’avventura continua!

Destinazione: mare…profumo di mare!

Sabato: Gallipoli e Punta della Suina

Oggi mi sposto sul Mar Jonio.

Mi godo la bellezza dei colori cristallini del mare incantevole di Gallipoli e della famosa spiaggia Punta della Suina.

Gallipoli, conosciuta come la “perla dello Jonio”, è stata assediata nel 900 d.C. dai Saraceni, da cui prende lo schema urbanistico.

Con il suo porto, il tipico mercato del pesce, il castello e il centro storico, è stata assediata già dal XV secolo da Turchi, Veneziani e Aragonesi,  ma si rimane sempre più affascinati dalle sue bellezze naturali e monumentali.

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Passeggio e ammiro i tipici ambienti di una città portuale: il porto, il mercato del pesce fresco appena pescato e mi inoltro nel centro storico.

Rimango abbagliata dal portentoso castello e le tante viuzze con tipici ristoranti e negozietti di cucina locale.

Ma Gallipoli non è solo bella per questo! Gallipoli affascina perché è come se il suono del mare ti richiamasse tra le tante chiese e i monumenti…proprio come una sirena. E’ una città così piacevole e rilassante, che vorresti non lasciare mai.

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Eppure so che voglio visitare un’altra località balneare: Punta della Suina, anche lei sul mare Jonio. Questa spiaggia è una delle più famose della zone e il mare è decisamente meraviglioso. La sabbia è fine, tra un colore argenteo e oro e la spiaggia è contornata da scogli erosi nel corso dei secoli.

Il paesaggio è decisamente caratteristico e basta guardare le mille sfumature dell’acqua marina per rimanere senza parole!

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E tra un gelato e qualche oretta al sole, mi godo i primi assaggi d’estate…e un gelato!
Ciao ciao

Alla prossima…ed ultima puntata di questo meraviglioso e indimenticabile weekend.

Ciao, the adventure continues!

Destination: sea …

Saturday: Gallipoli and the Punta della Suinamar Ionio!

I enjoy the beauty of the crystal colors and the enchanting sea of Gallipoli with the famous beach Punta della Suina.

Gallipoli, known as the “perla dello ionio” (pearl of the Ionian), was besieged in 900 AD by Saracens, which gives the town plan.

With its port, the typical fish market, the castle and the Old Town, it has been beset from the fifteenth century by the Turks, Venetians and Aragonesi, but it is always more and more fascinating by its natural and monumental beauty.

I walk and admire the typical environment of a port city: the port, the fish market for fresh fish and I enter in the historic center

 

I remain dazzled by the wondrous castle and the many narrow streets with typical restaurants and shops selling local cuisine.

But Gallipoli is not only beautiful for that! Gallipoli is fascinating because it is as if the sound of the sea would evoke you among the many churches and monuments … just like a siren. It is a so nice and relaxing city  you’d never leave.

 

Punta della Suina, also on the Ionian sea is one of the most famous areas and the sea is very beautiful. The sand is fine, including a silvery and gold color and the beach is surrounded by rocks eroded over the centuries.

The landscape is very characteristic and just look at the many shades of sea water to run out of words!

And with a few hours in the sun, I enjoy the first taste of summer and…. un gelato!

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi), Puglia (Italia).

Weekend in Salento pt. I

Avevo bisogno di una pausa e allora mi sono chiesta: prenoto un viaggio di un fine settimana? Ok no… forse una SPA…ma neanche questo itinerario mi convinceva e allora mi sono detta: sono a Lecce, quindi cosa c’è di meglio che esplorare alcuni posti del Salento?
Così, il mio fine settimana ha previsto tre giorni:

Venerdì: Acaya e Otranto

Sabato: Gallipoli e Punta della Suina

Domenica: Maglie e Leuca

In questo articolo vi racconto le meraviglie del primo giorno: Acaya e Otranto.

Parto per il versante adriatico per visitare il piccolo paese di Acaya, una frazione di Vernole che conta pressappoco 500 abitanti.

Di epoca medievale, questa città fortificata è racchiusa dalle mura di cinta che accolgono il Castello e il piccolo ma accogliente centro storico con costruzioni interamente in pietra leccese.

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E’ inutile dire quanto ne sia rimasta affascinata non solo dall’architettura, ma anche dalla splendida luce del sole riflessa nella pietra leccese che dona il colore oro agli edifici!

Dopo una tranquilla e rilassante passeggiata tra i vicoli del centro storico e (ovviamente) un caffè leccese (caffè in bicchiere con ghiaccio e latte di mandorla), sono pronta per ripartire per la meta successiva: Otranto.

La meravigliosa e romantica città più a Oriente dell’Italia vanta acque cristalline e posti incantevoli da visitare, come il Castello, il centro storico, la Cattedrale con il famoso mosaico dell’albero della vita e la straordinaria Cava di baoxite.

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Non ho potuto credere ai miei occhi di quanta bellezza naturale ho potuto godere in questa giornata. La natura, il mare e scorci naturali irripetibili sono impressi nella mia mente proprio perché la loro rara bellezza mi fa credere sempre più che Lecce e il Salento è il posto migliore per una permanenza perfetta!

Allora…nel frattempo che voi sognate insieme a me vedendo queste foto, ci vediamo al prossimo itinerario!

I just needed a break so I asked myself: “Do I book a trip for the weekend? … maybe a SPA” … but even that did not convince me and then I thought: I am in Lecce,what better way to explore some places in Salento!

My weekend was scheduled in three days:

On Friday: Acaya and Otranto

I left for the Adriatic coast to visit the small town of Acaya, a fraction of Vernole counting roughly 500 inhabitants.

This fortified town from the Middle Ages is enclosed by walls that welcome the Castle and the small but cosy old town with buildings made entirely of local stone.

And needless to say how much I was fascinated not only by the architecture, but also by the beautiful sunlight reflecting in the local stone that gives the gold colour to the buildings!

After a quiet and relaxing walk through the alleys of the old town and, of course, acaffè Leccese  (a single espresso in a glass cup with ice and almond milk), I am ready to leave for the next destination: Otranto.

The beautiful and romantic city in the East of Italy boasts clear waters and beautiful places to visit, such as the Castello, the Old Town, the Cattedrale with the famous mosaic of the tree of life and the extraordinary Quarry bauxite.

I could not believe my eyes how much natural beauty I could enjoy on this day. The nature, the sea and unique natural views are in my mind because their rare beauty makes me believe more and more that Lecce and Salento is the best place for a perfect stay!

So … in the meantime that you dream looking at these photos, see you at the next tour!

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi), Puglia (Italia).

St. Ciro Festival in Grottaglie

Tra il terzo e il quarto secolo ad Alessandria d’ Egitto, un medico curava non solo i corpi, ma anche le anime.

Si tratta di San Ciro, il patrono della città di Grottaglie che è stato festeggiato in questi giorni con tre giorni di grande festa e molto entusiasmo della gente locale.

San Ciro aveva la caratteristica di indirizzare sulla retta via tutti coloro i quali commettevano degli errori e cadevano in tentazioni diaboliche. Fu proprio questa sua dote a recare fastidio al prefetto della città, Siriano, che ordinò il suo arresto.

Allora San Ciro si ritirò nel deserto, dove raggiunse un perfetto stato di serenità e religiosità. In questo periodo conobbe Giovanni di Edessa e a causa sua dovette ritornare in Alessandria, dove fu arrestato, martirizzato e seviziato con terribili supplizi.

Durante il Medioevo il suo corpo fu trasportato a Roma e solo più tardi a Napoli. Proprio a Napoli viveva il Gesuita Francesco De Geronimo che divenne Santo e compatrono di Grottaglie, devoto di San Ciro e ha portato il corpo del Santo nella sua città natìa: Grottaglie.

Dal 29 al 31 Gennaio, a Grottaglie, si assiste non solo Luna Park, fiere ed eventi, ma anche all’ accensione della pira, in memoria del posto dove originariamente San Ciro è stato bruciato vivo.

La tradizione è molto forte e sentita da tutta la popolazione che settimane prima inizia a raccogliere rami di alberi e legna per costruire una grande pira con la foto del Santo. La mattina prima dell’accensione si usa entrare dentro e toccare la legna, come segno di devozione.

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La sera si può assistere ad uno spettacolo davvero emozionante: il Sindaco e il Parroco della città tengono un discorso in onore del Santo e dopo uno spettacolo pirotecnico fatto di una vasta gamma di colori e forme che si accendono nel cielo nero della sera, inizia una processione di circa quattro persone che con delle fiaccole entrano nella pira e così inizia l’incendio!

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L’atmosfera è davvero suggestiva e per circa un’ora lingue di fuoco si innalzano nell’oscurità come se fosse oro colato.

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I colori sono bellissimi e la tradizione è così viva e sentita che non è assolutamente possibile non emozionarsi!

Between the third and fourth century at Alexandria Egypt, a doctor took care of not only the bodies but also the souls.

It is San Ciro, the patron Saint of the city of Grottaglie which was celebrated these days with three days of great celebration and enthusiasm of the local people.

San Ciro had the characteristic to target the right path all those who made mistakes and fell into temptation. It was his gift to cause annoyance to the prefect of the city, Syrian, who ordered his arrest.

Then San Ciro withdrew to the desert, where he reached a state of perfect serenity and religiosity. During this time he met Giovanni of Edessa and because of him, he had to return to Alexandria, where he was arrested, tortured and martyred with terrible tortures.

During the Middle Ages, his body was brought to Rome and only later in Naples. In Naples the Jesuit Francesco De Geronimo who became patron saint and Grottaglie lived, devotee to San Ciro, brought the body of the saint in his native town: Grottaglie.

From January 29 to 31, in Grottaglie, there is not only Luna Park, fairs and events, but also the lite of  the pyre, in memory of the place where originally San Ciro was burnt alive.

The tradition is very strong and felt by the entire population that weeks before starting to collect tree branches and wood to build a large pyre with the picture of the saint. The morning before is used to get inside and touch wood, as a sign of devotion.

In the evening you can attend a really exciting show: the mayor and the parish priest of the town held a speech in honor of the saint and after a fireworks display made of a wide range of colors and shapes that light up in the dark sky of the evening, start a procession of about four people with torches entering the pyre and so begins the fire!

The atmosphere is really impressive for about an hour and tongues of fire rise into the darkness as if it were liquid gold.

The colors are beautiful and the tradition is so alive and felt that it is absolutely impossible not to get excited!

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi), Puglia (Italia).

History of the “TRULLO” in episodes…pt. 2

Il trullo dall’interno

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Per quanto riguarda gli spazi interni, il trullo è nato con un solo piano abitabile, quello terreno (invece quello con due piani è chiamato il Trullo Sovrano, sorto a inizio dell’Ottocento). In generale per poter utilizzare al meglio gli spazi, man mano che le famiglie crescevano, si ricorreva al soppalco che aveva la funzione di camera da letto per i bambini oppure di ripostigli ben nascosti dallo sguardo degli ospiti.

Alcune travi di legno si usavano per appendere vivande, provviste, stoviglie, attrezzi,in modo tale da tenerli sollevati da terra soprattutto quando il pavimento era ancora in terra battuta e quando veniva condiviso da persone e animali domestici. 

Lo spazio ristretto e la poca luce proveniente dall’ingresso ha fatto sì che per dare agli ambienti profondità e luminosità si è praticato l’utilizzo di mobili dotati di almeno uno specchio collocati di fronte all’entrata di ciascun trullo.

E ora vi chiederete: “Dove sono le altre stanze? E il bagno?”.

In realtà nel trullo, essendo un ambiente unico, si distinguono gli angoli: come quello della cucina e della camera da letto matrimoniale. Il bagno, piccolo del resto, era formato solo da uno specchio, da un contenitore per l’acqua e da un catino fatto di latta smaltata. I bisogni fisici venivano fatti nel giardino, in una stanza apposita.

Inoltre, è possibile notare delle finestrelle ricavate nelle mura del trullo proprio per riporre oggetti, pentole e provviste, a causa della mancanza di spazio necessario per avere dei mobili.

The inside of the trullo 

As for the interior, the trullo was born with only one living floor , the ground (the one with two floors is called the Sovereign Trullo, built at the beginning of the nineteenth century). In general, in order to make best use of space, as the families grew, they resorted to the loft that served as a bedroom for the children or closets well hidden from the gaze of the guests.
Some wooden beams were used to hang food, supplies, kitchenware, tools, in order to keep them off the ground, especially when the floor was still dirt and when it was shared by people and pets.
The narrow space and the little light coming from the input has meant that to give depth to the environments and brightness has practiced the use of furniture provided with at least one mirror placed in front of the entrance of each trullo.
And now you ask: “Where are the other rooms? And the bathroom? “.
Actually in the trullo, being a unique room, we need to talk about corners: such as the kitchen and the master bedroom. The bathroom, small, was only formed by a mirror, by a container for the water and by a basin made of enamelled tin. The physical needs were being made in the garden, in a special room.
Also, you may notice small windows carved into the walls of the trulli storaging possibilities, pots and supplies, due to lack of space needed for the furniture.

See you soon with “The history of our trullo”.

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi), Puglia (Italia).

Alla prossima puntata con “ La storia del nostro trullo”.