Lecce…off the beaten path

Obiettivo della settimana: intervistare i Leccesi per scoprire gli angoli segreti della città!

I migliori intervistatori non potevano che essere gli studenti del livello avanzato: Bill, Elfriede e Vanessa.

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Ognuno di loro ha posto questa domanda ad ogni Leccese: “Qual è l’angolo di Lecce che preferisci particolarmente?

Hanno deciso di cercare le persone tra negozi, bar, caffè e tra i passanti e il risultato è stato davvero sorprendente!!!

 

Benedetta, pittrice

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“Adoro passeggiare per le vie del cimitero monumentale di Lecce assorta tra i miei pensieri, giocare con i gatti e ammirare le maestose cappelle.

Anche questa è arte e l’atmosfera che mi circonda è  appagante. La regina è la pietra leccese che per la sua morbidezza ha reso possibile le decorazioni barocche, chiamate in dialetto “opere de curtieddru” (opere realizzate solo con l’aiuto di un coltello).

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Sogno ad occhi aperti quando entro nella Chiesa dei SS. Nicolò e Cataldo, una delle chiese più antiche di Lecce ed è uno splendido esempio di arte romanica, normanna e araba in una struttura di impianto medievale.

Respirare i profumi dell’oleandro, dell’eucalipto e della palma fa da sottofondo questo tesoro gelosamente custodito.”

 

Giusy, commessa:

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“Io ho un rito: dopo un’intensa giornata di lavoro e prima di tornare a casa, passeggio nel giardino storico di Lecce. Mi piace sedermi su una panchina e guardare la gente che passa, ascoltare il rumore dell’acqua che esce dalle fontane e, perché no, con questo caldo anche qualche goccia sul viso è molto piacevole e rinfrescante.

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Ma lo sapevi che la Villa prima era un piccolo zoo? Fino agli anni ’80 era possibile trovarci anatre, cigni, tartarughe e anche una coppia di lupi italici.

La Villa per noi Leccesi è un’istituzione, anche perché è l’unico spazio verde tra le vie cittadine e soprattutto è  il punto di ritrovo di tutti noi.”

 

Giuliana, impiegata:

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“Mi piace tanto passeggiare la sera con mio marito tra le piccole viuzze del centro storico, perderci e seguire il Campanile del Duomo che ci riporta sempre al punto di partenza.

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Ci piace soprattutto fermarci al Caffè Letterario, un bar che non è frequentato dai turisti. Qui si può ascoltare musica, assistere anche a qualche presentazione di un libro, ascoltare poesie o semplicemente scambiare quattro chiacchiere con gli amici.

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E’ un posto molto rilassante e autentico, un modo piacevole di concludere la giornata.”

 

Fabiana, Angelica, Rossella e Lucia, gelataie:

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“Noi siamo grandi amiche e il nostro posto preferito è il Parco di Belloluogo.

 E’ uno spazio verde stupendo, immenso, dove ci si può rilassare sotto un albero o fare semplicemente una passeggiata e mangiare un gelato. A volte portiamo anche i nostri cani con noi e ci divertiamo tantissimo.

La parte più bella del parco è quella della Torre, una torre medievale costruita nel Trecento ed è circondata da un fossato con acqua. Al suo interno ci sono ancora delle stanze e dei bellissimi affreschi.

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Ci sono tantissime piante autoctone ed è bellissimo camminare anche vicino ai muretti a secco e alla “pagghiara”, per non parlare delle feste e dei concerti che organizzano la sera!”

 

Ludovica e Irene, cameriere:

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“ Quando finiamo di lavorare la sera ritroviamo i nostri amici al Convitto Palmieri, un vero gioiello leccese.

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I lavori e i progetti di restauro ancora oggi non sono finiti perché l’ambizione è alta. Infatti, l’obiettivo è quello di trasformare l’intera struttura in un grande centro culturale al servizio della città di Lecce e del Salento,realizzando una grande piazza delle culture, luogo di incontro e di animazione urbana.

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Inoltre, ci piace anche fermarci a chiacchierare vicino all’ Arco di Prato: un grande arco cinquecentesco sul quale aleggia una leggenda: Leonardo Prato, uno degli esponenti della potente famiglia leccese, aveva ottenuto dal sovrano Carlo V una speciale concessione secondo la quale chiunque passasse sotto l’arco non poteva essere arrestato.”

Una Lecce non solo bella e affascinante nella sua storia e nella sua arte, ma anche una Lecce autentica, fatta di persone locali ed esperienze genuine.

Lecce è un’importante città universitaria, nonché anche famosa per gli scambi culturali e commerciali.

È uno scrigno di tesori che fa innamorare chiunque la visiti anche solo fugacemente, ci lascia senza parole perché grazie ai suoi angoli nascosti riusciamo a vivere meglio la magia di questa città chiamata non a caso la Firenze del Sud.

 

Goal of the week: Interview to Lecce people to discover the hidden corners of the city!
The best interviewers could only be the advanced level students: Bill, Elfriede and Vanessa. Each of them asked this question to every “Leccese”: “What is the corner of Lecce that you particularly like?”
They decided to look for people between shops, bars, cafes and passers-by and the result was really amazing! 🙂
Benedetta, painter:
“I love walking through the streets of the monumental cemetery of Lecce, letting myself in my thoughts, playing with cats and admiring the majestic chapels.
This is also art and the atmosphere around me is satisfying. The queen is the stone of Lecce that for its softness has made possible the baroque decorations, called in the dialect “opere de curtieddru” (works made only with the help of a knife).
Daydreaming when i go in the Church of the SS. Nicolò and Cataldo, one of the oldest churches in Lecce, and it is a splendid example of Romanesque, Norman and Arabic art in a medieval structure.
Breathing the aromas of the oak, the eucalyptus and the palm tree is the background of this jealously guarded treasure. “

Giusy, shop assistent:
“I have a rite: after a busy day of work and before going home, walk into the historic garden of Lecce. I like sitting on a bench and watching people passing by, listen to the noise of the water coming out of the fountains, and why not, with this hot even some drop on the face is very pleasant and refreshing.
But did you know that the Villa first was a small zoo? Until the 1980’s it was possible to find ducks, swans, turtles and even a couple of Italic wolves.
The Villa for us Leccesi is an institution, also because it is the only green space in the city streets and above all it is the meeting point of all of us. “

Giuliana, employer:
“I like to walk in the evening with my husband in the small streets of the old town, and lose and follow the Bell Tower of the Duomo, which always brings us to the starting point.
We especially like to stop at the Caffè Letterario, a bar that is not frequented by tourists. Here you can listen to music, attend some book presentations, listen to poems, or simply chat with friends. It’s a very relaxing and authentic place, a nice way to end the day. “

Fabiana and Angelica, ice-cream makers:
“We are great friends and our favorite place is the Belloluogo Park.
 It is a wonderful, immense green space where you can relax under a tree or just take a walk and eat an ice cream. Sometimes we also bring our dogs with us and we have a lot of fun.
The most beautiful part of the park is that of the Tower, a medieval tower built in the 14th century and surrounded by a ditch with water. Inside there are still rooms and beautiful frescoes.
There are many autochthonous plants and it is also beautiful to walk near the dry stone walls and the “pagghiara“, not to mention the parties and concerts they organize in the evening! “

Ludovica and Irene, waiter:
“When we finish working in the evening, we find our friends at the Palmieri Conviction, a real leccese jewel.
Work and restoration projects are still not over yet because ambition is high. In fact, the goal is to transform the whole structure into a great cultural center serving the city of Lecce and Salento, creating a great square of cultures, meeting place and urban animation.
In addition, we also like to have a chat with the Arch of Prato: a great sixteenth-century arch over which a legend lies: Leonardo Prato, one of the exponents of the powerful Lecce family, had obtained a special concession from sovereign Carlo V by virtue of which anyone under the arch could not be arrested. “

A Lecce not only beautiful and fascinating in its history and art, but also an authentic Lecce, made of local people and genuine experiences.
Lecce is an important university town, as well as famous for its cultural and commercial exchanges.
It is a treasure chest that makes everyone fall in love, even for who visits it fleetingly, leaving us speechless because thanks to its hidden corners we can live the magic of this city not by accident called the South Florence.

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

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Maglie in un’ora e mezza: fatto!

Viaggio in treno per le varie destinazioni del Salento – scalo a Maglie.

Tempo di attesa: 1 ora e mezza.

Obiettivo: fast tour del centro storico della città -> andiamo!!!

È comune avere lo scalo a Maglie quando si viaggia in treno o in bus per le varie città del Salento.

Maglie, uno dei più importanti centri della penisola salentina, occupa una posizione centrale e strategica, la potremmo definire il cuore del Salento.

Un po’ di storia.

Nata dall’ unione di tre villaggi circostanti (San Basilio, Sant’ Eligio e San Vito) tra l’ VIII e il IX secolo, fu dotata di una torre in difesa dei cittadini da parte dei Greci.

Durante il dominio dei Normanni diventò parte integrante della Contea di Lecce, fondato da Re Tancredi e dal 1190 donato come feudo alle più stimate famiglie salentine, fino ad arrivare al 1723 con la famiglia Capece.

Successivamente i feudi furono aboliti ma la figura di Francesca Capece resta di notevole importanza ancora oggi per il prestigio della città. Infatti, la famiglia si distinse per l’impulso positivo dato alla città. La Baronessa donò tutti i suoi averi nel 1843, compreso il suo palazzo, alla gioventù di Maglie perché potesse istruirsi nelle materie classiche. Così nacque nel 1871 il Liceo Capece ed è per questo che oggi Maglie possiede una rinomata tradizione culturale nel campo delle lettere e delle arti. 

Oggi la città è un attivo centro agricolo, commerciale, industriale e artigianale.

Qualche chiesa.

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Maglie custodisce diverse chiese cinquecentesche e seicentesche.

Una volta in centro notiamo l’imponenza del bellissimo Duomo, anche chiamato Chiesa della Colleggiata, dedicato a San Nicola.

Subito dopo la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con il suo portale in barocco.

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Qualche monumento.

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Tra i vari monumenti degni di interesse, nel centro di Maglie ammiriamo Palazzo Capece, oggi diventato l’omonimo Liceo Classico.

In ricordo del nobile gesto della Baronessa, in piazza si trova la statua bianca in marmo di Carrara. La nobildonna, ormai anziana e seduta, appoggia con affetto la mano sinistra sulla spalla di un adolescente e con la destra gli offre la croce, simbolo della fede, e un libro, simbolo della conoscenza. Il giovane, seminudo, testimonia la pura semplicità dell’adolescenza di fronte all’ istruzione.

Altre curiosità.

 

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Nelle viuzze del centro non resta più molto delle tante chiese che vi erano un tempo, ma possiamo ammirare i tanti palazzi in stile barocco e umbertino.

Non dimentichiamo di ammirare la Colonna in pietra leccese che regge la Vergine delle Grazie con il Bambino e soprattutto non dimentichiamo che il treno è prossimo, quindi dopo una bella bibita fresca nel bar della piazza si riparte!

 

Train trip to the various Salento destinations – change in Maglie.

Waiting time: 1 hour and a half.

Objective: fast tour of the historic center of the city -> let’s go !!!

It is common to have a change in Maglie when traveling by train or bus to the various cities of Salento.

Maglie, one of the most important centers of the Salento peninsula, occupies a central and strategic position, we could define the heart of Salento.

A bit of history.

Born after the union of three surrounding villages (San Basilio, Sant ‘Eligio and San Vito) between the VIII and IX century, it was equipped with a tower in defense of the citizens by the Greeks.

During the Normans it became an integral part of the County of Lecce, founded by King Tancredi and since 1190 donated as a feud to the most esteemed Salento families until reaching 1723 with the Capece family.

Subsequently the feuds were abolished but the figure of Francesca Capece remains of great importance today for the prestige of the city. In fact, the family was distinguished by the positive impetus given to the city. The Baroness donated all her possessions in 1843, including her palace, to Maglie’s youth, to be able to educate themselves in classics. Thus, in 1871, Liceo Capece was born and for this reason Maglie now has a renowned cultural tradition in the field of letters and arts.

Today the city is an active agricultural, commercial, industrial and handicraft center.

Some churches.

Maglie houses several sixteenth and sixteenth century churches.

Once in the center we notice the imposing of the beautiful Duomo, also called Church of the Colleggiata, dedicated to St. Nicholas.

Immediately after the Church of Santa Maria delle Grazie, with its baroque portal.

Some monuments.

Among the various monuments worthy of interest, in the center of Maglie we admire Palazzo Capece, nowadays the homonymous Liceo Classico.

In memory of the noble gesture of the Baroness, in the square is the white marble statue of Carrara. The old-timer, now old and sitting, affectionately affords her left hand on the shoulder of a teenager and with the right offers him the cross, a symbol of faith, and a book, a symbol of knowledge. The young, half-naked, represents the pure simplicity of adolescence in the face of education.

Further curiosities.

In the narrow streets of the center there is not much of the many churches that were there, but we can admire the many palaces in Baroque and Umbertine style.

Do not forget to admire the Stone Column that holds the Virgin of Graces with the Child and above all do not forget that the train is near, so after a nice fresh drink in the bar of the square let’s go again!

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Giurdignano: passeggiare tra Dolmen e Menhir

Che il Salento avesse tanta originalità e bellezza da offrire è risaputo, ma avreste mai pensato di ritrovarvi in un paesaggio fatto di straordinari echi del Megalitico?

Noi di Scuola Mondo Italia siamo andati a Giurdignano, a pochi km da Otranto, per una passeggiata assolutamente originale.

Il paesaggio è dolce, circondato da enormi distese di ulivi e muretti a secco e tra i secoli di natura e vita contadina di questa zona si trova quello che si definisce il parco megalitico d’Europa.

Queste presenze protostoriche hanno un’imponenza misteriosa e affascinante, inattesa e sorprendente. In questo viaggio straordinario indietro nel tempo e pieno di enigmi, vi raccontiamo la nostra avventura vissuta tra i vicoli e la campagna di questo paese.

In partenza dalla piazza del paese e poco fuori dalla città, le scoperte sono state tante.

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Dopo la piazza del paese che è stato il nostro punto di partenza non possiamo evitare la visita al frantoio ipogeo (classico edificio nella zona del Salento per l’antica e tradizionale produzione del prestigioso olio di oliva).

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Poco fuori dai vicoli del centro abbiamo subito incontrato il Menhir e la cripta di San Paolo. Si tratta di una grotta dedicata al Santo, cristianizzata a causa del suo uso pagano e che rappresenta il luogo di culto per il protettore delle donne colpite dal “morso della tarantola”.

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Il Menhir Vicinanze, nominato così per la prossimità del casale Vicinanze, è alto 3 metri. Croci incise e l’incasso nella sommità sono testimonianze del processo di cristianizzazione, confermato anche da riti e processioni che si svolgono ancora oggi davanti al Menhir durante la Domenica delle Palme.

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Il giardino del Dolmen stabile non esclude l’ipotesi di eventuali sacrifici animali rituali, perché la copertura ha un largo solco che confluisce in una cavità circolare.

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Siamo tutti d’accordo sull’ emozione che proviamo alla vista di questi Dolmen.

Per quanto riguarda la loro origine, se da un lato c’è chi pensa siano stati altari officiati dai culti celtici, c’è chi diffusamente li interpreta come tombe o camere funerarie megalitiche. I morti così attraverso questo “utero”ritornerebbero nella madre terra

Il monumento preistorico del Menhir, posto verticalmente nel terreno e in italiano denominato “pietra fitta” avrebbe invece  la funzione astronomica di orologio solare o come indicatore topografico, oppure come luoghi di raduno o di indicatori di particolari sepolture.

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Così, al tramonto, il nostro viaggio si conclude ripercorrendo la strada asfaltata che ci riporta al nostro tempo, lasciando dentro di noi il segno di una storia misteriosa del territorio lontana nel tempo.

 

That Salento has so much originality and beauty to offer is well known, but would you ever think of finding yourself in a landscape made of extraordinary echoes of the Megalithic?

We of Scuola Mondo Italia went to Giurdignano, a few kilometers from Otranto, for an absolutely original walk.

The scenery is sweet, surrounded by huge expanse of olive trees and dry stone walls, and between the centuries of nature and rural life of this area lies what is called the megalithic park of Europe.

These protostorical presences have a mysterious and at the same time fascinating, unexpected and surprising significance. In this amazing journey back in time and full of puzzles, we show you our adventure lived in the alleys and country roads of this country.

Starting out of the village square and just outside the city, there have been many discoveries.

After the village square that was our starting point, we can not avoid visiting the hypoean olive oil factory (a classic building in the Salento area for the ancient and traditional production of prestigious olive oil).

Just outside the alleyways of the center we immediately met the Menhir and the crypt of St. Paul. It is a cave devoted to the saint, christianized because of its pagan use and represents the place of worship for the protector of women affected by the “bite of the tarantula”.

The Menhir Vicinanze, so named for the proximity of the Vicinanze cottage, is 3 meters high. Engraved crosses and recesses in the summit are testimonies of the process of Christianization, also confirmed by rituals and processions that are still taking place in front of the Menhir during Palm Sunday.

The stable dolmen garden does not exclude the hypothesis of ritual animal sacrifices, because the cover has a wide groove that flows into a circular cavity.

We all agree on the emotion we feel at the sight of these Dolmen.

Regarding their origin, while on the one hand there are those who think it was altars officiated by Celtic cults, there are those who widely interpret them as graves or megalithic funeral rooms. The dead so through this “uterus” would return to the mother earth

The prehistoric monument of Menhir, placed vertically in the ground and in Italian called “dense stone”, would instead have the astronomical function of a solar clock or as a topographic indicator, or as gathering places or indicators of particular burials.

So our journey ends with the paved road that brings us back to our time, leaving within us the sign of a mysterious far away history of the territory.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Cronologia di un’ Abbazia: Santa Maria di Cerrate

La passeggiata del fine settimana con gli studenti di Scuola Mondo Italia ci porta a scoprire un piccolo gioiello nascosto tra Squinzano e Casalabate: l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate.

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Vediamo insieme un po’ di date (e gli studenti possono approfittare e rivedere il “passato remoto” 🙂 ):

XII secolo: la bellissima Abbazia fu voluta e fondata da re Tancredi, per l’apparizione della Madonna in seguito all’inseguimento di una cerbiatta in una grotta;

In tutto questo periodo l’Abbazia, abitata dai monaci basiliani, fu uno dei centri religiosi più importanti dell’ Italia Meridionale;

1531: l’Abbazia passò sotto il controllo dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli;

1711: l’Abbazia fu saccheggiata dai pirati turchi e per molto tempo fu abbandonata;

1965: l’Abbazia divenne museo delle arti e delle tradizioni del Salento;

2012:l’Abbazia è passata sotto la tutela del FAI: Fondo per l’Ambiente Italiano.

La nostra visita subito ci lascia immergere in un ambiente sobrio e allo stesso tempo religioso, fatto di silenzio e rispetto per così tanta arte, tanta religione e tanta storia.

Notiamo subito che l’ elemento di spicco è la chiesa: con i suoi archi ci porta a immaginare la struttura interna e il rosone arricchisce la facciata esterna.

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Al lato della chiesa ci colpisce il portico risalente al XIII secolo, formato da colonne ognuna con un capitello diverso e l’atmosfera è al tempo stesso sobria e religiosa.

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La casa monastica presente un’esposizione di affreschi ritrovati nella chiesa negli anni ’70, rinvenuti sopra a quelli originari che sono in fase di restauro.

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E’ presente anche un frantoio ipogeo al quale si può accedere dal lato dell’Abbazia.

 Capiamo subito che la storia ha segnato questo posto. Non solo pietra leccese, stile romanico pugliese, preziosi affreschi e centro di rito greco ortodosso, ma anche centro di produzione agricola e soprattutto delle olive che, una volta spremute, producevano l’olio che veniva conservato nei tradizionali frantoi ipogei comuni in tutto il Salento.

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Prima di concludere la nostra passeggiata, sostiamo ancora un po’ di tempo nel giardino e siamo tutti d’accordo con il definire questa opera d’arte un elemento che rappresenta l’identità e la cultura italiana.

L’Abbazia di Santa Maria di Cerrate simboleggia un pezzo di storia millenaria che ha coinvolto la società della Puglia, dell’Italia e del mondo intero.

 

The weekend’s walk with students from Scuola Mondo Italia brings us to discover a small hidden jewel between Squinzano and Casalabate: the Abbey of Santa Maria di Cerrate.

Let’s see together a few dates (and students can take advantage and review the “remote past” ):

XII century: the beautiful Abbey was wanted and founded by King Tancredi, for the appearance of Our Lady after the pursuit of a deer in a cave.

During this period, the abbey, inhabited by the Basilian monks, was one of the most important religious centers in southern Italy;

1531: the Abbey passed under the control of the Incurabili Hospital of Naples;

1711: The Abbey was sacked by Turkish pirates and for a long time was abandoned;

1965: the Abbey became a museum of the arts and traditions of Salento;

2012: The Abbey has passed under the protection of the FAI: Italian Environment Fund.

Our visit immediately allows us to immerse ourselves in a sober and at the same time religious, silent and respectful atmosphere for so much art, so much religion and so much history.

We immediately notice that the prominent element is the church: with its arches it leads us to imagine the inner structure and the rosette enriches the external façade.

Beside the church is the 13th-century porch, which is made up of columns each with a different capital and the atmosphere is both sober and religious.

The monastic house is a display of frescoes found in the church in the ’70s, found above the original ones that are being restored.

There is also an ipogeous crusher which can be accessed from the side of the Abbey.

 We soon realize that history has marked this place. Not only Lecce stone, Apulian Romanesque style, precious frescoes and Orthodox Greek rite, but also a center of agricultural production, and especially olives that, when squeezed, produced oil that was kept in traditional common hypogeous mills throughout Salento .

Before we finish our walk, we still have some time in the garden and we all agree with defining this piece of art as an element representing Italian identity and culture.

The Abbey of Santa Maria di Cerrate symbolizes a piece of millenary history that has involved the society of Puglia, Italy and the whole world.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

La “Sagra te lu ranu” a Merine

“Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”, così viene descritta questa terra in modo semplice ma altrettanto efficace e vero.

Il sole: uno dei più torridi ma anche spettacolari.

Il mare: uno dei più suggestivi ed eccezionali.

Il vento: tra scirocco e tramontana, croce e delizia del Salento.

Ma non solo: il Salento è storia, tradizione, cultura, il Salento è vita.

Infatti, in molte zone durante l’estate la celebrazione delle proprie origini dà vita alle più svariate “sagre”, ovvero feste che permettono di riscoprire antichi sapori e valori del passato.

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Stasera noi di Scuola Mondo Italia siamo qui a Merine, un piccolo paese poco distante da Lecce, in cui si festeggia la “sagra te lu ranu” (la sagra del grano) dal 14 al 16 luglio. Già dal 1993, questa sagra ha iniziato a dare il via a tutte le altre sagre della stagione estiva.

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Il programma include:

  • il concorso a tema “Comu era nna fiata”, organizzato in occasione della 25^ edizione della sagra per permettere ad artisti, mani artigiane, gruppi di persone o singoli individui di esprimere la propria fantasia realizzando scene che rappresentino la vita contadina ed artigiana di un tempo. La realizzazione di questi piccoli spazi di vita quotidiana sono visitabili in piazza Maria S.S. Assunta, l’atmosfera è molto suggestiva e ci permette di immaginare le attività e lo stile di vita dei nostri nonni con la semplicità della vita di un tempo.

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  • il programma musicale, che nelle tre serate vede esibirsi i grandi nomi della musica folkloristica popolare. Non mancheranno anche cabarettisti e artisti di vario genere ad animare la serata di questa festa all’ insegna della riscoperta del passato. Tamburelli, nacchere, fazzoletti, chitarre e voci che intonano le più antiche canzoni popolari fanno del Salento una terra viva, brulicante di tradizioni e di “culto” autentico alla scoperta delle tipicità locali.

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  • i piatti tipici che si possono mangiare nei vari percorsi gastronomici della festa sono basati sul grano, elemento semplice ma essenziale, soprattutto tipico per questa civiltà contadina ed elemento a cui è intitolata la sagra. Tra i vari piatti, ecco i più tipici: pasta fatta a casa, “ranu stumpatu”, “fave nette e cicorie reste”, “minchiareddhri con sugo di pomodori spezzati”, “pizzi”, “pucciteddhra pizzicata”, “muersi”, “ciceri e tria” ma non mancano anche i dolci tipici come il “pasticciotto” e lo “spumone”.

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Una sagra per festeggiare questo prodotto incredibile della terra, motivo di orgoglio locale e noi ammaliati da suoni e odori genuini e originari.

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Ci godiamo l’atmosfera e passeggiamo in un perfetto connubio tra ricette dei nonni, dolci caratteristici, grigliate, vino rosso, arte, cultura e buona musica, perché il Salento è il suono della “pizzica” che ci aspetta su ogni piccolo palco dove i tamburi suonano e tutti mangiamo “lu ranu”.

 

“Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”, so this land is described in a simple but equally effective and true way.

The sun: one of the most spiky but also spectacular.

The sea: one of the most impressive and exceptional.

The wind: between “scirocco” and “tramontana”, the cross and the delight of Salento.

But not only: Salento is history, tradition, culture, Salento is life.

Indeed, in many areas during the summer the celebration of its origins gives birth to the most varied “sagre”, festivals that allow to rediscover ancient flavors and values ​​of the past.

Tonight we of Scuola Mondo Italia are here at Merine, a small village not far from Lecce, where the “sagra te lu ranu” (the wheat festival) is celebrated from 14 to 16 July. Since 1993, this festival has begun to give way to all the other festivals of the summer season.

The program includes:

  • the theme contest “Comu era nna fiata”, organized on the occasion of the 25th edition of the festival to allow artists, craftsmen, groups of people or individuals to express their fantasy by making scenes representing the peasant and craft life of that time. The realization of these small spaces of daily life can be visited in Piazza Maria S.S. Assunta, the atmosphere is very impressive and allows us to imagine the activities and lifestyle of our grandparents with the simplicity of that lifetime.

 

  • The musical program, which in the three evenings the great names of folk music play. There will also be a variety of cabarettists and artists to animate the evening of this festival as a sign of the rediscovery of the past. Tambourines, dwarves, handkerchiefs, guitars and voices that pop up the oldest folk songs make Salento a living land full of traditions and authentic cult to discover the local typical things.

 

  • The typical dishes that can be eaten in the various culinary routes of the party are based on wheat, a simple but essential element, especially typical for this peasant civilization and element to which the festival is dedicated. Among the various dishes, here are the most typical ones: “ranu stumpatu”, “fave nette e cicorie reste”, “minchiareddhri con sugo di pomodori spezzati”, “pizzi”, “pucciteddhra pizzicata”, “muersi”, “ciceri e tria” but also not missing the typical sweets such as “pasticciotto” and “spumone”.

 

A festival to celebrate this amazing product of the earth, a source of local pride and we enchanted by genuine and original sounds and odors.

We enjoy the atmosphere and walk in a perfect blend of grandparents recipes, characteristic pastries, grilled meat, red wine, art, culture and good music, because Salento is the sound of the “pizzica” waiting for us on every small stage where the drums sound and we all eat “ranu”.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Una passeggiata…fino a Porta Napoli

Un’altra calda settimana sta per volgere al termine a Scuola Mondo Italia e noi vogliamo concluderla in bellezza proponendo agli studenti una passeggiata che dal centro della città, Piazza S. Oronzo, ci condurrà a Porta Napoli.

Attraverseremo secoli di storia, dalla più antica alla più moderna, vivremo momenti e tradizioni memorabili e ammireremo le bellezze infinite di questa straordinaria città.

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Salutiamo la colonna di S. Oronzo e girando a sinistra ci addentriamo nella Piazzetta Castromediano, uno spazio che fa da eccezione al barocco leccese.  

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Infatti, pochi sanno che sotto il suolo è stata rinvenuta una cisterna olearia databile circa all’ età del ferro.

La produzione dell’olio era molto fruttuosa nel Salento fino al II secolo d.C. e molti sostengono che i centri storici del Salento leccese siano stati costruiti con i soldi derivanti dalla produzione e dal commercio dell’olio. Alcune cisterne potevano contenere fino a 800.000 litri d’olio! Una grande quantità utilizzata principalmente per la combustione delle lampade, il cosiddetto olio lampante, lasciava i porti salentini e si dirigeva verso le principali capitali Europee.

Non possiamo fare a meno di ammirare la Basilica di Santa Croce, che come d’incanto si presenta all’improvviso come uno degli esempi più alti del barocco leccese in tutta la sua sfarzosità. 

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La Basilica di Santa Croce, ora in fase di restauro, è una vera e propria sorpresa per chi non l’ha mai vista.

La sua costruzione iniziò nel 1549 e terminò circa un secolo dopo. È il frutto di tre architetti che si sono succeduti nel tempo: Gabriele Riccardi, Francesco Antonio Zimbalo e Cesare Penna.

Inoltre, insieme al Palazzo dei Celestini, oggi sede del  Palazzo della Provincia, forma un unico complesso.

Basta attraversare l’elegante cortile per ritrovarsi nel giardino comunale, il parco più bello della città, intitolato a Garibaldi con esemplari di eroi salentini e nazionali.

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Noi decidiamo di proseguire ancora per la via Umberto I e dedichiamo una fondamentale parentesi alla “cartapesta leccese”. 

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Infatti, se il barocco è legato alle scuole locali di scalpellini della “pietra leccese”, la cartapesta ci riconduce al tempo in cui l’artigianato viveva un periodo valoroso. Tra statue, fiori, putti e svariate decorazioni, si rivela un prodotto unico e originale, frutto del genio locale.

Tutti col naso all’ insù per ammirare gli eleganti palazzi settecenteschi nel centro storico e come i raggi del sole si riflettono nel centro storico, arriviamo in via Palmieri, una delle vie più rappresentative del centro storico.

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Tra la chiesa di S. Maria della Porta, il Teatro Paisiello e tanti locali dell’artigianato, decidiamo di prenderci un po’ di tempo per ammirare il quadro che rappresenta questa via.

E proprio di fronte a noi il meraviglioso e imponente Arco di Trionfo, chiamato anche Porta Napoli che, insieme agli oleandri, disegnano una vista paradisiaca e straordinaria.

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La nostra passeggiata si conclude di fronte all’ Obelisco, una guglia fatta innalzare con una serie di rappresentazioni mitologiche e gli stemmi dei quattro circondari di Brindisi, Gallipoli, Lecce e Taranto …

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e con un bell’ arrivederci fatto di occhi sognanti, pieni di arte e di storia che una città come Lecce fa rivivere coma una grande magia.

 

Another hot week is going to end at Scuola Mondo Italia and we want to conclude it in beauty by offering students a walk from the center of town, Piazza S. Oronzo, that will take us to Porta Napoli.

We will cross centuries of history, from the oldest to the most modern times, we will experience memorable moments and traditions and admire the endless beauties of this extraordinary city.

We salute the Colonna of S. Oronzo and turning left we enter the Piazzetta Castromediano, a space that is an exception to the Lecce baroque.

In fact, few people know that an oil tank was found beneath the ground, dating back to the iron age.

Oil production was very fruitful in Salento until the 2nd century AD. And many claim that the historic centers of Salento have been built with the money generated by the production and the oil trade. Some cisterns could contain up to 800,000 liters of oil! A large quantity used mainly for the burning of lamps, the so-called lampante oil, left the Salento ports and headed to the main European capitals.

We admire the Basilica of Santa Croce, which, like enchantment, suddenly appears as one of the highest examples of the Baroque of Lecce in all its splendor.

The Basilica of Santa Croce, now under restoration, is a real surprise for those who have never seen it.

Its construction began in 1549 and ended about a century later. It is the fruit of three architects who have succeeded over time: Gabriele Riccardi, Francesco Antonio Zimbalo and Cesare Penna.

In addition, together with the Palazzo dei Celestini, today the seat of the Palace of the Province, forms a single complex.

Just crossing the elegant courtyard you can find the city garden, the most beautiful park in the city, titled Garibaldi with statues of heores both from Salento and national ones.

We decide to continue on Via Umberto I and dedicate a fundamental bracket to the “leccese paper mill”.

In fact, if the baroque is tied to the local stone schools of the “Lecce stone”, the paperback brings us back to the time when the craftsman lived a valiant period. Between statues, flowers, putti and various decorations, it is a unique and original product, the result of the local genius.

All with the nose up to admire the elegant eighteenth-century palaces in the historic center and how the rays of the sun are reflected in the historic center, we arrive at via Palmieri, one of the most representative streets of the historic center.

Between the church of S. Maria della Porta, the Teatro Paisiello and many local crafts, we decide to take some time to admire the picture that represents this street.

And just before us the wonderful and impressive Arc de Triomphe, also called Porta Napoli, which together with the oleanders, draw a heavenly and extraordinary view.

Our walk ends in front of the Obelisk, a spire made up of a series of mythological representations and coats of arms of the four circles of Brindisi, Gallipoli, Lecce and Taranto …

And with a beautiful goodbye made of dreamy eyes, full of art and history that a city like Lecce lets us revive as a great magic.

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

A lezione di cucina con mamma Franca

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E anche oggi mamma Franca ci delizia con uno dei suoi menù per la lezione di cucina con gli studenti di Scuola Mondo Italia & Homestay.

Forza, rimbocchiamoci le maniche e tutti all’opera!

Mamma Franca ci presenta un menù semplice e gustoso, tradizionale e saporito, con ingredienti freschi e genuini, che ricorda la Puglia in tutta la sua essenza:

Antipasto: Friggitelli al pomodoro

Ingredienti per 4 persone:

8 friggitelli

150 gr. di pomodori maturi

1 cipolla

Sale q.b.

Olio extravergine di oliva

4 foglie di basilico

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Preparazione:

In una teglia versare abbondantemente l’olio e i friggitelli, farli rosolare da entrambi le parti avendo cura di girarli spesso.

Una volta rosolati, togliere i friggitelli e versare la cipolla tagliata a fettine e farla rosolare.

Versare i pomodori tagliati a metà e far cuocere per circa 10 minuti.

Aggiungere il sale q.b. e versare i friggitelli, lasciarli cuocere per altri 5 minuti.

Spegnere il fornello e aggiungere il basilico.

 

Primo: Maccheroncini al ferretto in ciambotta

Ingredienti per 4 persone per i maccheroncini:

600 gr. di farina di grano duro rimacinata

Circa 130 gr. di acqua tiepida

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Preparazione:

Impastare la farina con l’acqua e lavorare l’impasto.

Fare un cilindro lungo, sottile e tagliarlo a pezzettini di circa 3 cm e tirarli con il ferretto (pratica, pratica!!!).

Ingredienti per 4 persone per la ciambotta:

1 melanzana

1 peperone giallo

1 peperone rosso

1 zucchina

1 cipolla

2 coste di sedano

1 spicchio d’aglio

Circa 250 gr. di pomodori maturi

8 foglie di basilico fresco

100 gr. di olio extravergine d’oliva

Preparazione:

In una teglia mettere l’olio e far rosolare l’aglio, aggiungere le melanzane tagliate a dadini e lasciarle rosolare.

Togliere le melanzane e versare i peperoni tagliati a striscioline e lasciarli rosolare.

Toglierli, se necessario aggiungere altro olio e aggiungere le zucchine tagliate a rondelle e rosolarle..

Togliere le zucchine e versare la cipolla tagliata finemente e farla rosolare. Poi aggiungere i pomodori tagliati a pezzettini e cuocere a fuoco lento per 15 minuti.

Versare le verdure rosolate, il sedano tagliato a pezzettini, aggiungere il sale q.b. e cuocere per altri 15 minuti a fiamma bassa.

Spegnere il fornello e aggiungere il basilico.

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Mettere in una pentola abbondante acqua e quando bolle, versare i maccheroncini, aggiungere il sale q.b. e appena cotti (circa dopo 6 minuti) scolarli e versarli nella ciambotta e saltare per qualche minuto.

Cospargere con cacio ricotta a scaglie o pecorino e servire.

 

 

Secondo: Involtini in bianco

Ingredienti per 4 persone:

8 fettine di prosciutto di maiale (o fettine di pollo)

1 spicchio d’aglio

Prezzemolo q.b.

Pepe q.b.

Pecorino grattugiato o a pezzi q.b.

Capperi q.b.

1 cipolla grande o 2 piccole

Sale q.b.

Olio extravergine di oliva

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Preparazione:

Su ogni fettina di carne predisporre un pezzettino di aglio, un po’ di prezzemolo, pepe, un cucchiaio di pecorino o un pezzettino, 2/3 capperi.

Arrotolare le fettine e chiudere con gli stuzzicadenti.

In una teglia mettere circa 50 gr. di olio e far rosolare molto bene gli involtini a fiamma alta.

Abbassare la fiamma e aggiungere la cipolla.

Quando la cipolla è appassita, aggiungere il vino e lasciarlo evaporare.

Aggiungere un bicchiere di acqua e il sale.

Cuocere per circa 30 minuti e…

Voilà, il pranzo è servito! Buon pranzo a tutti!!!

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Ps. dimenticavamo l’ingrediente essenziale: per una riuscita straordinaria, una buona compagnia è quello che ci serve!!! E noi … ce l’abbiamo!!! Eccoci tutti a gustare i piatti cucinati dagli studenti di Scuola Mondo Italia & Homestay: un vero successo!

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 Ciao ciao, alla prossima!!!

 

And today Mama Franca delights us with one of her cooking lessons with the students of Scuola Mondo Italia & Homestay.

Come on, let’s put on the sleeves and everyone at work!

Mamma Franca shows us  a simple and tasty menu, traditional and delicious, with fresh and genuine ingredients that reminds Apulia in all its essence:

 

Appetizer: Peppers with tomato

Ingredients for 4 people:

8 friggitelli

150 gr.  ripe tomatoes

1 onion

Salt to taste

Extra virgin olive oil

4 basil leaves

 

Preparation:

In a baking pan pour plenty of oil and peppers, make them brown on both sides, taking care to turn them often.

Once browned, remove the peppers and pour the onion sliced into slices and brown it.

Pour the tomatoes cut in half and cook for about 10 minutes.

Add salt and pour the peppers, let them cook for another 5 minutes.

Turn off the stove and add the basil.

 

First course: Macaroni in the cobwebs

 

Ingredients for 4 people for macaroni:

600 gr. hard-wheat flour

About 130 gr. warm water

 

Preparation:

 

Knead flour with water and work the dough.

Make a long, thin cylinder and cut it into small pieces of about 3 cm and pull them with the hook (practice, practice !!!).

 

Ingredients for 4 people for the bouillon:

 

1 eggplant

1 yellow pepper

1 red pepper

1 zucchini

1 onion

2 ribs of celery

1 clove of garlic

About 250 gr. ripe tomatoes

8 fresh basil leaves

100 gr. extra virgin olive oil

 

Preparation:

 

In a pan, put the oil and let the garlic brown, add the aubergines cut into pads and let them brown.

Remove the aubergines and pour the peppers cut into strips and let them brown.

Remove them, if necessary add more oil and add the zucchini cut into pieces and brown them.

Remove the zucchini and pour the finely chopped onion and brown it. Then add the chopped tomatoes and cook over low heat for 15 minutes.

Pour the browned vegetables, the celery cut into small pieces, add the salt and cook for another 15 minutes at low flame.

Turn off the stove and add the basil.

Put water in an abundant pot and when it bubbles, pour the macaroni, add salt and cook them (about 6 minutes), drain them and pour them into the pan with the vegetables and skip for a few minutes.

Sprinkle with ricotta cheese or pecorino cheese and serve.

 

Second: Rolls in white

 

Ingredients for 4 people:

 

8 slices of pork ham (or chicken slices)

1 clove of garlic

Parsley

Pepper as needed.

Grated or partially grated pecorino

Capers

1 large or 2 small onion

Salt to taste.

Extra virgin olive oil

 

Preparation:

 

On each slice of meat prepare a piece of garlic, a little parsley, pepper, a tablespoon of pecorino cheese or a small piece, 2/3 capers.

Roll the slices and close with the toothpicks.

In a baking tray put about 50 gr. of oil and let the flame rolls roll very well.

Put the flame low and add the onion.

When the onion is dried, add the wine and let it evaporate.

Add a glass of water and salt.

Cook for about 30 minutes and …

Here we are, lunch is served! Good lunch to all!!!

Ps. We forgot the essential ingredient: for a great success, a good company is what we need !!! And we … we have it !!! Here we all enjoy the dishes cooked by the students of Scuola Mondo Italia & Homestay: a real success!

Bye bye, see you soon!

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

 

 

 

 

A Piazza Sant’Oronzo per un gelato spettacolare

È un pomeriggio di luglio… fa caldo, vogliamo studiare l’italiano ma vogliamo anche un buon gelato.

Allora, sapete cosa facciamo? Andiamo a fare lezione all’ aperto!

Sono sicura che un gelato ci sta più che bene tra un esercizio e l’altro ed è un buon motivo per chiacchierare. Allora, cosa aspettiamo? Andiamo in centro, in piazza a goderci la meravigliosa atmosfera barocca della Firenze del Sud.

Direzione: Piazza Sant’Oronzo

Camminiamo attraverso Porta Rudiae, la porta più antica e interessante di Lecce.

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Ammiriamo le viuzze del centro storico, estasiati dalla bellezza delle chiese decorate nel tipico stile del barocco leccese, circondati da botteghe di cartapestai e locali di cucina tradizionale.

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Ci soffermiamo di fronte ad una vetrina per una breve descrizione di alcuni prodotti tipici leccesi:

il pasticciotto: tipico dolce leccese che rappresenta una vera esplosione di gusto con crema pasticcera e pasta frolla e insieme al caffè leccese è una vera goduria;

il pizzo: tipico pane dei contadini che fa ricordare i nostri nonni mentre lavoravano nei campi, condito con zucchine, pomodorini, olive e altre verdure, senza tralasciare il prezioso olio extravergine d’ oliva;

il rustico: un vero sfizio salentino, a forma di disco di pasta sfoglia, ripieno di pomodoro, mozzarella e besciamella che insieme al pizzo, ai taralli e alle olive rappresenta una buona soluzione per un aperitivo da leccarsi i baffi!

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Dopo pochi passi, rimaniamo incantati davanti alla piazza del Duomo, uno dei tanti trionfi del barocco leccese … non abbiamo parole per tanta meraviglia. La cattedrale del Duomo, i palazzi del Vescovado e del Seminario e il Campanile si affacciano intorno alla splendida piazza. La luce si riflette nella pietra leccese, giochi di luci e ombre ci circondano e noi estasiati capiamo che l’arte è la vera grandezza di questo splendore.

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Non passa inosservata la Chiesa di Sant’Irene, la chiesa della santa protettrice della città fino al 1656 e la chiesa che ospitò le operazioni di plebiscito per decidere il  di Lecce ad entrare nel Regno d’Italia.

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Adesso solo pochi passi per arrivare a Piazza Sant’Oronzo, la piazza più famosa di Lecce che ospita la colonna di Sant’Oronzo, il Sedile e l’Anfiteatro romano.

Oggi questa piazza è il risultato delle stratificazioni accumulate durante i tanti secoli, producendo un insieme di stili diversi che ormai da sempre convivono insieme.

Originariamente l’Anfiteatro Romano era occultato dalle botteghe ottocentesche, abbattute in seguito agli scavi archeologici che hanno portato alla luce l’antico Anfiteatro.

Il Sedile, o Palazzo del Seggio, ha rivestito diversi ruoli: rappresentanza della città di Lecce, anche prestigioso magazzino per le munizioni della città, sede del Municipio fino al 1851, sede del Museo Civico e oggi è spazio culturale per gli artisti che vogliono esporre le loro opere a Lecce.

Dal 1656 la piazza è stata intitolata al Santo Protettore di Lecce, S. Oronzo, dopo la terribile epidemia di peste che si era abbattuta sull’intero regno di Napoli.

 

 

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Che dire, Lecce permette di vivere un’atmosfera straordinariamente unica, sia di giorno che di sera ci sembra di fare un salto nel passato tra i tanti secoli di storia che hanno visto questa meravigliosa città svilupparsi e divenire il meraviglioso gioiello che è oggi.

E a noi non resta che prendere posto e ammirare questo meraviglioso panorama con una bella coppa di frutta fresca e gelato al pasticciotto!

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È forse una buona occasione per praticare la pronuncia di: “pistacchio”, “pasticciotto”, “rustico”, “rustici”e “gusto”, giusto?

Senza dubbio, la nostra serata è davvero spettacolare!

 

It’s a July afternoon … it’s hot, we want to study Italian but we want a good ice cream too.

So, do you know what we are doing? Let’s go outside!

I’m sure an ice cream is good between an exercise and another and it’s a good reason to chat. So what are we waiting for? We go downtown, in the square to enjoy the wonderful Baroque atmosphere of the Florence of the South.

Direction: Piazza St. Oronzo

We walk through Porta Rudiae, the oldest and most interesting door of Lecce.

We admire the narrow streets of the old town, surrounded by the beauty of the churches decorated in the typical Baroque style of Lecce, surrounded by paperwork shops and traditional cooking places.

We stop in front of a window for a brief description of some typical Lecce products:

pasticciotto: typical sweet from Lecce, that represents a true taste explosion with pastry cream and pastry and together with leccese coffee is a real pleasure;

pizzo: typical peasant bread that remembers our grandparents while working in the fields, seasoned with zucchini, cherry tomatoes, olives and other vegetables, without forgetting the precious extra virgin olive oil;

rustico: a real salento whim, shaped like a disk with a sheet of puff pastry, filled with tomato, mozzarella and bechamel that together with pizzo, taralli and olives is a good solution for a delicious aperitif!

After a few steps, we remain enchanted in front of the Duomo Square, one of the many triumphs of the Lecce baroque … we have no words for so much marvels. The cathedral of the Duomo, the palaces of the Bishopric and Seminary and the Campanile overlook the splendid square. The light is reflected in the Lecce stone, lights and shadows surround us and we are excited to see that art is the true magnitude of this splendor.

The church of St. Irene does not pass unnoticed, the church of the patron saint of the city until 1656 and the church that hosted the plebiscites to decide whether Lecce would enter the Kingdom of Italy.

Now just after few steps: Piazza Sant’Oronzo, the most famous square in Lecce that houses the Colonna of Sant’Oronzo, the Seat and the Roman Amphitheater.

Today this square is the result of the stratifications accumulated over the centuries, producing a set of different styles that have always lived together.

Originally, the Roman Amphitheater was concealed from nineteenth-century shops, demolished after the archaeological excavations that brought to light the ancient Amphitheater.

The Seat, or Palace of the Seat, has played various roles: representing the city of Lecce, also a prestigious ammunition depot in the city of Lecce, home to the Town Hall until 1851, home to the Civic Museum and today is a cultural space for artists who want to exhibit their works in Lecce.

Since 1656 the square was named after the Holy Protector of Lecce, S. Oronzo after the terrible epidemic plague that had collapsed throughout the reign of Naples.

What to say, Lecce allows you to experience an extraordinarily unique atmosphere, both in the day and in the nigh, to make a leap into the past among the many centuries of history that have seen this wonderful city grow and become the wonderful jewel that is today.

And we just have to take a seat and admire this wonderful panorama with a nice cup of fresh fruit and pasticciotto ice cream!

It is maybe a good occasion to practice the pronunciation of “pistachio”, “pasta”, “rustic”, “rustic” and “taste”, right?

Whitout any doubt, our evening  is really spectacular!

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

 

 

 

 

L’italiano che unisce!

È bello concludere l’anno con una bella storia ed è proprio quello che voglio fare con questo articolo.

Quello che mi piace del mio lavoro non è solo trasmettere e condividere conoscenza, ma anche e soprattutto condividere storie di vita.

Sebbene non sia stata presente sul blog per qualche mese a causa di molti impegni, non posso fare a meno di presentarvi questa meravigliosa  storia di cui  Natalie è la protagonista.

Natalie è una ragazza tedesca, studentessa alla facoltà di Medicina in Germania che ha frequentato il corso intensivo di lingua e cultura italiana presso Scuola Mondo Italia. È inutile dire che siamo subito diventate amiche e che il suo sorriso e la sua dolcezza sono le sue caratteristiche principali. Verso la fine del corso mi ha detto che ha voluto studiare la lingua italiana a Lecce perché il suo desiderio era di conoscere suo nonno, che abita in un piccolo paesino qui vicino. Così, un giorno è iniziata la sua avventura (ecco qui le parole del suo testo!):

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“Ieri alle 4 del pomeriggio sono arrivata a Matino, poi sono andata al centro perché non sapevo da dove cominciare. A sinistra della strada ho visto la posta e ho pensato “forse posso chiedere lì”. Davanti alla posta c’era un signore. Ho raccontato al signore che mio nonno era di Matino. Il signore ha detto “Conosco R.M! Possiamo andare a casa sua insieme!”. Olè!!! J

Ma mio nonno non era a casa. Peccato!
Ma il signore mi ha detto che mio nonno fa molte passeggiate. Nella macchina del signore abbiamo guidato per Matino e improvvisamente il signore ha detto “Là, il signore sulla strada è R.M.!”.

Ho chiesto a quel signore se è R.M. e se conosce M.F.(mia nonna) e il signore ha detto “Si!”.

Un miracolo!”

Così proprio come in un film, due famiglie si sono ritrovate, un legame perso da anni si è rinsaldato e la famiglia si è riunita. Cosa c’è di più bello se non l’amore per la propria famiglia?

Beh, lasciatemelo dire…io di questa storia ne sono davvero orgogliosa!
E galetotto fu l’italiano e chi l’ insegnò! 🙂

Buon anno a tutti!

 

It’s nice to finish the year with a good story and that’s what I want to do with this article.

What I like about my job is not only to transmit and share knowledge, but also share life stories.

Although I has not been present on the blog for a few months due to many commitments, I can not do anything but to tell this marvelous story of which Natalie is the protagonist.

Natalie is a German girl, a student of Medicine in Germany, who attended the intensive Italian language and culture course at Mondo Italia School. Needless to say, we immediately became friends and  her smile and her sweetness are her main features. Towards the end of the course she told me that she wanted to study the Italian language in Lecce because her desire was to know her grandfather, who lives in a small village near here. So, one day hes adventure began (here the words of her text!):

“Yesterday at 4 pm I arrived in Matino, then I went to the center because I did not know where to start. To the left of the road I saw the mail and thought “maybe I can ask there”. In front of the post office there was a man. I told the man that my grandfather was from Matino. The mansaid, “I know R.M! We can go to his house together! “. Horray !!! 🙂

But my grandfather was not at home. What a shame!

But the man told me that my grandfather has many walks. In the car we drove to the streets Matino and suddenly the man said, “There, that man on the street is R.M.!”.

I asked that man if he was R.M. and if he knew M.F. (my grandmother) and the man said “Yes!”.

A miracle!”

So just like in a film, two families came together, a bond lost years was strengthened and the family is reunited. What could be more beautiful than the love for your family?

Well, let me tell you … of this story I’m really proud!

And “galetotto” was the Italian and who taught it! 🙂

Happy New Year everyone!

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Weekend in Salento, pt. III

Il weekend in Salento è giunto all’ ultima tappa.

Domenica: Maglie e Santa Maria di Leuca.

Maglie è una città del Salento dalle tante sfaccettature.  Attiva fin dall’età megalitica, ne sono testimonianza i monumentali dolmen e menhir tra i quali i miei ricordi storici si perdono, insieme alla mia meraviglia.

Nel corso dei secoli Maglie si è poi sviluppata come florido centro artigianale, producendo valorosi manufatti in ferro battuto, legno e, ovviamente, in pietra leccese, diffondendo anche nel ricamo il “punto Maglie”.

Non dimenticando l’arte barocca e la storia locale e nazionale, passeggio tra i vicoli del centro storico che mi portano dalla casa del famoso statista Aldo Moro alla meravigliosa statua della Baronessa Francesca Capece, la donna ottocentesca che donò tutti i suoi beni per fondare il Ginnasio della città in favore della cultura.

Ne rimango stupefatta… e i raggi del sole tra la pietra leccese offrono un’atmosfera incantevole.

Così, pronta per l’utlima destinazione, mi dirigo appunto per il “finibus terrae”, il confine della terra, cioè a Santa Maria di Leuca.

Leuca ripercorre una lunga storia fatta di insediamenti rupestri, grotte, cripte, chiese, ville liberty e castelli… il tutto in un lungo incontaminato tra ulivi secolari e mare limpido.

Così, di fronte al santuario si apre dinanzi ai miei occhi uno spettacolo straordinario: il mare, l’infinito.

Posso passare un tempo indefinito ad ammirare questo spettacolo…

 allora io resto ancora un po’ qui salutandovi con le parole del cantante Domenica Modugno: “Meraviglioso”.

 

The weekend in Salento has come to the last stage.

Sunday: Maglie and Santa Maria di Leuca.

Maglie is a town of Salento with many aspects. Active since the megalithic age, the massive dolmens and menhirs are witnesses together with my historical memories, among which I get lost and it amuses me.

Over the centuries Maglie has developed as a thriving craft center, producing remarkable manufacts with wrought iron, wood and, of course, made of local stone, also improving the embroidery “punto Maglie“.

Not forgetting the baroque art and the local and national history, I am walking through the alleys of the old town that lead me from the house of the famous statesman Aldo Moro to the wonderful statue of Baroness Francesca Capece, the nineteenth-century notable woman who donated all her possessions to found the gymnasium of the country in favour of culture.

I am amazed … and the rays of the sun among the local stones offer an enchanting atmosphere.

So, ready for the last destination, I go to the “finibus terrae“, the border of the earth, that is,  Santa Maria di Leuca.

Leuca recounts a long history of rock dwellings, caves, crypts, churches, Art Nouveau villas and castles … all in an area uninterrupted by olive trees and clear sea.

So, in front of the shrine an extraordinary sight is shown: the sea, the infinite.

I can spend an indefinite time to admire this view … so I stay still a bit here greeting you with the words of the singer Domenico Modugno: “Wonderful“.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi), Puglia (Italia).