A lezione di pane fatto in casa – pt. 2/3

  • Ricetta n.3 “Frise di grano duro”

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Ingredienti:

1 kg di farina di grano duro

250 gr di lievito madre

¼ di lievito di birra

1 cucchiaio di sale sciolto in circa 400 ml di acqua tiepida

 

 

 

Preparazione:

Mescolare il tutto e ottenere un cordone lungo da tagliare in pezzi di circa 40 gr.

Formare delle ciambelline e lasciarle lievitare fino a raddoppio del volume e coprire con un panno di lana.

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Infornare a 250 ° per 30’.

Uscire le ciambelline dal forno e tagliarle a metà e infornare di nuovo per circa 15’.

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E adesso gustarle con il pomodoro, basilico, sale e olio … la tipica frisa pugliese vi conquisterà!

 

Ingredients:

1 kg of durum wheat flour

250 gr of sourdough

¼ of yeast

1 tablespoon of salt dissolved in about 400 ml of warm water

 

Preparation:

Mix everything and obtain a long cord to cut into pieces of about 40 gr.

Form donuts and let them rise until doubled in volume and cover with a woolen cloth.

Bake at 250 ° for 30 ‘.

Remove the donuts from the oven and cut them in half and bake again for about 15 minutes.

And now enjoy them with tomato, basil, salt and oil … the typical Apulian frisa will win you over!

 

  • Ricetto n.4 “Focaccia”

Ingredienti:

1 patata lessa schiacciata

1 kg di farina

1 cubetto di lievito di birra

1 cucchiaio di sale sciolto in 500 ml di acqua tiepida

½ tazzina di olio

 

Preparazione:

Impastare il tutto, coprire con una pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio del volume.

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Ungere la teglia di olio e.v.o, stendere l’impasto e condire a piacere.

Infornare a 200° per 20/25’.

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Ingredients:

1 crushed boiled potato

1 kg of flour

1 cube of brewer’s yeast

1 tablespoon of salt dissolved in 500 ml of warm water

½ cup of oil

 

Preparation:

Mix everything, cover with a film and let rise until doubled in volume.

Grease the pan with oil e.v.o, spread the mixture and season to taste.

Bake at 200 degrees for 20/25 ’.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia)

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A lezione di pane fatto in casa – pt. 1/3

Oggi a Scuola Mondo Italia una lezione di cucina molto speciale: i nostri studenti hanno imparato come preparare il pane fatto in casa!

È stata una lezione di cucina originale, perché  i nostri studenti hanno rivestito i panni di mastri fornai eccezionali.

Tutti con le mani in pasta hanno preparato il pane casereccio, la puccia di patate, le frise, tre tipi di focacce, un secondo e un contorno; insomma, un vero menù autentico e genuino.

“Come hai imparato a fare il pane, Franca?” – ha chiesto Jane e la riposta è stata: “Ho sempre guardato mia madre mentre preparava il pane la mattina presto prima che andasse a lavorare in campagna. A quei tempi ognuno portava il proprio pane al forno e per distinguerlo da tutti gli altri si usava fare dei segni sull’ impasto. Mia madre affondava due dita, una sua amica disegnava una croce. La farina veniva dal grano che coltivava mio padre.”.

Le nostre ricette sanno di famiglia, di storia e di esperienza, sono tramandate dalle mani sapienti del passato e contano solo su ingredienti genuini.

Mamma Franca addetta alla conduzione dei lavori, papà Franco (vigile del fuoco per professione) responsabile del forno e tutti noi a lavoro; una squadra praticamente infallibile!

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La giornata di sole è stata perfetta, perché al trullo abbiamo potuto godere di un pranzo all’ aperto: gli uccelli che cantavano, il sole che ci riscaldava, il pranzo che ci accompagnava e il gallo che cantava. Sembra una scena idilliaca, ma per noi è stata pura realtà.

Ecco a voi le ricette della nostra giornata “panettiera”:

  • Ricetta n.1 “Pane di grano duro fatto in casa”

Ingredienti:

2 kg di farina di grano duro

½ kg lievito madre

½ cubetto di lievito di birra

2 cucchiai di sale

1 litro di acqua tiepida

Preparazione:

Sciogliere il sale in un bicchiere d’acqua tiepida e il lievito di birra.
Sulla spianatoia formare una fontana con la farina e al centro mettere il lievito madre.

Aggiungere l’acqua con il sale sciolto e il lievito.

Iniziare ad impastare aggiungendo il resto dell’acqua.

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Una volta ottenuto l’impasto, impastare per circa 10 minuti.

Ricavare pezzi di circa 300 grammi e dare la forma preferita.

Coprire i pezzi con una tovaglia di cotone e una coperta di lana.

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Lasciar lievitare  per circa 1 ora e mezza fino al raddoppiamento del volume.

Infornare a circa 250° per circa 1 ora.

 

  • Ricetta n.2 “Puccia di patate”

Ingredienti:

1 kg di patate lesse e schiacciate

1 kg di farina di grano duro

1 cucchiaio e ½ di sale

1 lievito di birra

Preparazione:

Unire le patate con il sale e sciogliere il lievito in mezzo bicchiere d’acqua e mescolare insieme alla farina.

Tagliare l’impasto in pezzi di circa 200 grammi e dare una forma tonda.

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Coprire i pezzi con una tovaglia di cotone e una coperta di lana.

Lasciar lievitare  per circa 1 ora e mezza fino al raddoppiamento del volume.

Infornare a circa 250° per circa 1 ora.

(e non è finita qui! Prossimamente con la continuazione della nostra giornata!)

 

Today at Scuola Mondo Italia a very special cooking lesson: our students learned how to make home-made bread!

It was an original cooking class, because our students played the role of exceptional master bakers.

All with their hands in dough they prepared the homemade bread, the potato puccia, the frise, three types of focaccia, a second and a side dish; in short, a true authentic and genuine menu.

“How did you learn to make bread, Franca?” – asked Jane and the answer was: “I always watched my mother while she was making bread early in the morning before she went to work in the country. At that time everyone brought their own bread to the bakery and to distinguish it from all the others they used to make marks on the dough. My mother sinked two fingers, a friend of hers drew a cross. The flour came from the wheat that my father cultivated. “

Our recipes taste of family, history and experience, are handed down by the skilled hands of the past and rely only on genuine ingredients.

Mamma Franca as conduct of the work, dad Franco (firefighter by profession) responsible for the oven and all of us at work; a real foolproof team!

The sunny day was perfect, because at the trullo we could enjoy an outdoor lunch: the birds that sang, the sun that warmed us, the lunch that accompanied us and the cock that sang. It looks like an idyllic scene, but for us it was pure reality.

Here are the recipes of our “baker” day:

– Recipe n.1 “Homemade wheat bread”

Ingredients:

2 kg of durum wheat flour

½ kg mother yeast

½ cube of brewer’s yeast

2 tablespoons of salt

1 liter of warm water

Preparation:

Dissolve the salt in a glass of warm water and brewer’s yeast.

On a pastry board form a fountain with flour and put the mother yeast in the center.

Add the water with the melted salt and the baking powder.

Start kneading adding the rest of the water.

Once the dough is obtained, knead for about 10 minutes.

Obtain pieces of about 30 grams and give the favourite shape.

Cover the pieces with a cotton tablecloth and a wool blanket.

Leave to rise for about 1 hour and a half until the volume doubles.

Bake at about 250 ° for about 1 hour.

 

– Recipe No. 2 “Potato Puccia”

Ingredients:

1 kg of boiled and crushed potatoes

1 kg of durum wheat flour

1 tablespoon and ½ of salt

1 beer yeast

Preparation:

Combine the potatoes with salt and dissolve the yeast in half a glass of water and mix together with the flour.

Cut the dough into pieces of about 200 g and give a round shape.

Cover the pieces with a cotton tablecloth and a wool blanket.

Leave to rise for about 1 hour and a half until the volume doubles.

Bake at about 250 ° for about 1 hour.

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia

Polpette… a Carnevale!

Il Carnevale è arrivato e noi di Scuola Mondo Italia siamo pronti a indossare una mascherina per festeggiare!

Un bella festa a tema non può mancare e l’aperitivo ha una specialità tutta pugliese, preparata durante una lezione di cucina tenuta questa volta da Rocco.

Abbiamo voluto preparare qualcosa di alternativo, ma che avesse a che fare comunque con il nostro territorio e le nostre tradizioni, così abbiamo preparato le “polpette di carne” .

Siamo felici di condividere con voi la ricetta autentica, quella ricetta che sprigiona gli odori che ci fanno ritornare bambini, quando a casa della nonna osservavamo quelle mani tanto vissute preparare le polpette della domenica.

Un gusto intramontabile, un sapore indimenticabile, un piatto tanto semplice quanto intenso e tutto made in Puglia che farà leccare i baffi.

Ecco a voi la ricetta:

Ingredienti per 4 persone

500 gr di carne macinata mista

2 uova

½ tazzina di latte

Sale q.b.

Prezzemolo

3 cucchiai di formaggio

3 cucchiai di pangrattato

½ aglio tritato

 

Preparazione

In una coppa amalgamare il tutto e aggiungere altro pangrattato se la consistenza dell’impasto è troppo morbida o troppo umida.

Una volta che il composto è omogeneo e compatto, formare delle palline.

Friggere e servire calde!

Buon appetito e… ricordate, a Carnevale ogni scherzo vale!

 

The Carnival has arrived and we from Scuola Mondo Italia are ready to wear a mask to celebrate!

A nice theme party can not miss and the aperitif has a specialty from Puglia, prepared during a cooking class held this time by Rocco.

We wanted to prepare something alternative, but that had to do with our territory and our traditions, so we prepared the “meatballs”.

We are happy to share with you the authentic recipe, that recipe that releases the smells that make us come back to childhood, when at grandma’s house we watched those hands so much experienced preparing the meatballs on Sunday.

A timeless taste, an unforgettable taste, a dish as simple as intense and all made in Puglia that is a finger-licking dish.

Here is the recipe:

 

Ingredients for 4 people

500 gr of mixed minced meat

2 eggs

½ cup of milk

Salt to taste

Parsley

3 tablespoons of cheese

3 tablespoons of breadcrumbs

½ minced garlic

 

Preparation

In a cup mix everything and add more bread crumbs if the consistency of the dough is too soft or too moist.

Once the mixture is homogeneous and compact, form balls.

Fry and serve hot!

 

Enjoy your meal and … remember, every joke is worth at Carnival!

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Natale in famiglia

Natale è famiglia: questo si sa e in una Lecce decorata da tante luci e decorazioni natalizie non può essere che pura magia.

Ma questo per noi è stato un Natale più speciale del solito, perché la famiglia di Scuola Mondo Italia e Homestay ha aggiunto un posto a tavola, perché c’era un amica in più: Desiree, italo-americana di origine, cantante di professione e nobile d’animo.

Desiree ha trascorso con noi una bella settimana, piena di sorrisi, feste e tante nuove esperienze da portare con sé.  Non potevamo non darle il benvenuto con una festa a base di tombola e panettone, altrimenti che Natale sarebbe stato? Desiree è entrata subito in contatto con amici e parenti, è stata accolta da tutti con grande entusiasmo.

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Tutti noi abbiamo contribuito a rendere i suoi giorni qui con noi magici e speciali.

Margherita con le sue lezioni non ha trasmesso solo la lingua, ma anche e soprattutto la cultura italiana e locale concludendo questo percorso con una bellissima calza della Befana fatta apposta per Desiree e riempita come da tradizione: mandarini, ricci e sì… un po’ di carbone 🙂

Tutte insieme abbiamo assistito al concerto di Natale nel Duomo, è stata una vera magia! Per non parlare della divertentissima serata al cinema, ovviamente a tema natalizio anche quella!

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Marco, proprietario del B&B L’Acchiatura, ha aperto a noi le sue porte facendoci ammirare il mercatino di Natale organizzato dalla sua mamma, tutto accompagnato da un buonissimo e deliziosissimo buffet di dolci fatti in casa. Tra gnomi, bambole, presepi e campanelle sembrava di vivere una favola.

E poi è arrivato il giorno di Natale… quando tutti intorno alla meravigliosa tavola natalizia ci siamo riuniti a gustare il pranzo sublime preparato da mamma Franca e la sua migliore amica Lina! Babbo Natale ha anche portato i regali, ma quest’anno il regalo più bello lo porteremo sempre nel nostro cuore ed è quello che ha fatto Desiree a noi: il suo sorriso e la sua felicità per far parte della nostra famiglia 🙂

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Perché Natale è famiglia, ma anche e soprattutto amore!

Buon Natale e buon anno dalla famiglia di Suona Mondo Italia & Homestay!!!

 

Christmas is family: this is well-known and in a decorated Lecce with lots of Christmas lights and decorations it can only be pure magic.

But this was a more special Christmas for us, because Scuola Mondo Italia and Homestay family added a seat at the table, because there was one more friend: Desiree, Italian-American of origin, singer of profession and noble of soul.

Desiree spent a nice week with us, full of smiles, parties and lots of new experiences to take with her. We could not not welcome her but with a party based on bingo and panettone, otherwise what Christmas would it be? Desiree immediately came into contact with friends and relatives, was greeted by everyone with great enthusiasm.

All of us have contributed to making her days here with us magical and special.

Margherita with her lessons has not only transmitted the language, but also and above all the Italian and local culture concluding this path with a beautiful sock of the Befana specially made for Desiree and traditionally filled: mandarins, curly and yes … a bit of coal 🙂

All together we joined the Christmas concert in the Duomo, it was a real magic! Not to mention the fun night at the cinema, obviously Christmas theme that too!

Marco, owner of the B&B L’Acchiatura, has opened its doors to us admiring the Christmas market organized by his mother, all accompanied by a delicious and delicious buffet of homemade desserts. Among gnomes, dolls, cribs and bells seemed to live a fairy tale.

And then it was Christmas Day … when all around the wonderful Christmas table we gathered to enjoy the sublime lunch prepared by Mama Franca and her best friend Lina! Santa Claus has also brought the gifts, but this year the most beautiful gift we will always bring in our hearts and it is what Desiree gave to us: her smile and her happiness to be part of our family 🙂

Because Christmas is a family, but also and above all love!

Merry Christmas and Happy New Year from the family of Suona Mondo Italia & Homestay!!!

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Mister Tiramisù! by mamma Franca

Il tiramisù è uno dei must nelle mie lezioni di cucina. Ho una versione tutta mia che gli studenti non vedono l’ora di preparare per poi finalmente poter affondare il cucchiaio e deliziare il loro palato.

Le origini di questo dolce sono tante, ma quella più comune è quella che dice sia nato nel 1970 a Treviso, anche se già a fine Seicento in Toscana c’era un dolce con crema, cacao e caffè e alcuni sostengono che la sua data di nascita risalga al 1950 in Friuli Venezia Giulia.

Insomma, dal Nord al Centro le influenze sono tante, ma certamente il tiramisù resta uno dei dolci più amati nel mondo.

Ed ecco a voi la mia ricetta.

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Ingredienti:

  • un pacco di biscotti Savoiardi
  • caffè freddo zuccherato, q.b.
  • 350 gr di mascarpone
  • 2 uova
  • 5 cucchiai di zucchero
  • cacao amaro
  • pezzetti di cioccolato fondente

Preparazione:

Separare gli albumi dai tuorli.

Montare gli albumi a neve.

Nei tuorli aggiungere 5 cucchiai di zucchero e sbattere fino a ottenere una buona schiuma.

Aggiungere il mascarpone, continuare ad amalgamare e alla fine aggiungere gli albumi e con un cucchiaio mescolare sempre nello stesso verso.

Inzuppare i Savoiardi nel caffè e formare uno strato in una pirofila.

Mettere ¾ di crema di mascarpone e livellarla sopra ai biscotti e aggiungere i pezzetti di cioccolato fondente.

Formare un secondo strato di Savoiardi e un altro strato di crema e cioccolato.

Spolverizzare con cacao amaro.

Coprire con una pellicola per metterlo in frigo e servirlo dopo 10 ore.

Adesso provaci anche tu!

 Buon lavoro, buon appetito e soprattutto buon divertimento, perché in cucina un pizzico di allegria è l’ingrediente essenziale!

Alla prossima!
Ciao ciao

Mamma Franca

 

Tiramisù is one of the must in my cooking classes. I have a version of my own that the students can not wait to prepare and then finally be able to sink the spoon and delight their palate.

The origins of this dessert are many, but the most common one is that it was born in 1970 in Treviso, although already at the end of the seventeenth century in Tuscany there was a dessert with cream, cocoa and coffee and some claim that its date birth dates back to 1950 in Friuli Venezia Giulia.

In short, from the North to the Center the influences are many, but certainly the tiramisù remains one of the most loved dessert in the world.

And here is my recipe.

Ingredients:

  • a package of Savoiardi biscuits
  • sweetened cold coffee, q.b.
  • 350 gr of mascarpone
  • 2 eggs
  • 5 tablespoons of sugar
  • bitter cocoa
  • pieces of dark chocolate

 

Preparation:

Separate the egg whites from the yolks.

Beat the egg whites until stiff.

In the egg yolks add 5 tablespoons of sugar and beat until a good foam is obtained.

Add the mascarpone, continue to mix and finally add the egg whites and mix with a spoon in the same direction.

Soak the Savoiardi in the coffee and form a layer in a baking dish.

Put ¾ of mascarpone cream and level it over the biscuits and add the pieces of dark chocolate.

Form a second layer of Savoiardi and another layer of cream and chocolate.

Sprinkle with bitter cocoa.

Cover with a film to put it in the fridge and serve it after 10 hours.

Now it’s your turn!

Enjoy your tiramisù and above all good fun, because in the kitchen a bit of joy is the essential ingredient!

See you next time!

bye bye

Mamma Franca

Lecce…off the beaten path

Obiettivo della settimana: intervistare i Leccesi per scoprire gli angoli segreti della città!

I migliori intervistatori non potevano che essere gli studenti del livello avanzato: Bill, Elfriede e Vanessa.

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Ognuno di loro ha posto questa domanda ad ogni Leccese: “Qual è l’angolo di Lecce che preferisci particolarmente?

Hanno deciso di cercare le persone tra negozi, bar, caffè e tra i passanti e il risultato è stato davvero sorprendente!!!

 

Benedetta, pittrice

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“Adoro passeggiare per le vie del cimitero monumentale di Lecce assorta tra i miei pensieri, giocare con i gatti e ammirare le maestose cappelle.

Anche questa è arte e l’atmosfera che mi circonda è  appagante. La regina è la pietra leccese che per la sua morbidezza ha reso possibile le decorazioni barocche, chiamate in dialetto “opere de curtieddru” (opere realizzate solo con l’aiuto di un coltello).

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Sogno ad occhi aperti quando entro nella Chiesa dei SS. Nicolò e Cataldo, una delle chiese più antiche di Lecce ed è uno splendido esempio di arte romanica, normanna e araba in una struttura di impianto medievale.

Respirare i profumi dell’oleandro, dell’eucalipto e della palma fa da sottofondo questo tesoro gelosamente custodito.”

 

Giusy, commessa:

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“Io ho un rito: dopo un’intensa giornata di lavoro e prima di tornare a casa, passeggio nel giardino storico di Lecce. Mi piace sedermi su una panchina e guardare la gente che passa, ascoltare il rumore dell’acqua che esce dalle fontane e, perché no, con questo caldo anche qualche goccia sul viso è molto piacevole e rinfrescante.

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Ma lo sapevi che la Villa prima era un piccolo zoo? Fino agli anni ’80 era possibile trovarci anatre, cigni, tartarughe e anche una coppia di lupi italici.

La Villa per noi Leccesi è un’istituzione, anche perché è l’unico spazio verde tra le vie cittadine e soprattutto è  il punto di ritrovo di tutti noi.”

 

Giuliana, impiegata:

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“Mi piace tanto passeggiare la sera con mio marito tra le piccole viuzze del centro storico, perderci e seguire il Campanile del Duomo che ci riporta sempre al punto di partenza.

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Ci piace soprattutto fermarci al Caffè Letterario, un bar che non è frequentato dai turisti. Qui si può ascoltare musica, assistere anche a qualche presentazione di un libro, ascoltare poesie o semplicemente scambiare quattro chiacchiere con gli amici.

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E’ un posto molto rilassante e autentico, un modo piacevole di concludere la giornata.”

 

Fabiana, Angelica, Rossella e Lucia, gelataie:

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“Noi siamo grandi amiche e il nostro posto preferito è il Parco di Belloluogo.

 E’ uno spazio verde stupendo, immenso, dove ci si può rilassare sotto un albero o fare semplicemente una passeggiata e mangiare un gelato. A volte portiamo anche i nostri cani con noi e ci divertiamo tantissimo.

La parte più bella del parco è quella della Torre, una torre medievale costruita nel Trecento ed è circondata da un fossato con acqua. Al suo interno ci sono ancora delle stanze e dei bellissimi affreschi.

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Ci sono tantissime piante autoctone ed è bellissimo camminare anche vicino ai muretti a secco e alla “pagghiara”, per non parlare delle feste e dei concerti che organizzano la sera!”

 

Ludovica e Irene, cameriere:

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“ Quando finiamo di lavorare la sera ritroviamo i nostri amici al Convitto Palmieri, un vero gioiello leccese.

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I lavori e i progetti di restauro ancora oggi non sono finiti perché l’ambizione è alta. Infatti, l’obiettivo è quello di trasformare l’intera struttura in un grande centro culturale al servizio della città di Lecce e del Salento,realizzando una grande piazza delle culture, luogo di incontro e di animazione urbana.

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Inoltre, ci piace anche fermarci a chiacchierare vicino all’ Arco di Prato: un grande arco cinquecentesco sul quale aleggia una leggenda: Leonardo Prato, uno degli esponenti della potente famiglia leccese, aveva ottenuto dal sovrano Carlo V una speciale concessione secondo la quale chiunque passasse sotto l’arco non poteva essere arrestato.”

Una Lecce non solo bella e affascinante nella sua storia e nella sua arte, ma anche una Lecce autentica, fatta di persone locali ed esperienze genuine.

Lecce è un’importante città universitaria, nonché anche famosa per gli scambi culturali e commerciali.

È uno scrigno di tesori che fa innamorare chiunque la visiti anche solo fugacemente, ci lascia senza parole perché grazie ai suoi angoli nascosti riusciamo a vivere meglio la magia di questa città chiamata non a caso la Firenze del Sud.

 

Goal of the week: Interview to Lecce people to discover the hidden corners of the city!
The best interviewers could only be the advanced level students: Bill, Elfriede and Vanessa. Each of them asked this question to every “Leccese”: “What is the corner of Lecce that you particularly like?”
They decided to look for people between shops, bars, cafes and passers-by and the result was really amazing! 🙂
Benedetta, painter:
“I love walking through the streets of the monumental cemetery of Lecce, letting myself in my thoughts, playing with cats and admiring the majestic chapels.
This is also art and the atmosphere around me is satisfying. The queen is the stone of Lecce that for its softness has made possible the baroque decorations, called in the dialect “opere de curtieddru” (works made only with the help of a knife).
Daydreaming when i go in the Church of the SS. Nicolò and Cataldo, one of the oldest churches in Lecce, and it is a splendid example of Romanesque, Norman and Arabic art in a medieval structure.
Breathing the aromas of the oak, the eucalyptus and the palm tree is the background of this jealously guarded treasure. “

Giusy, shop assistent:
“I have a rite: after a busy day of work and before going home, walk into the historic garden of Lecce. I like sitting on a bench and watching people passing by, listen to the noise of the water coming out of the fountains, and why not, with this hot even some drop on the face is very pleasant and refreshing.
But did you know that the Villa first was a small zoo? Until the 1980’s it was possible to find ducks, swans, turtles and even a couple of Italic wolves.
The Villa for us Leccesi is an institution, also because it is the only green space in the city streets and above all it is the meeting point of all of us. “

Giuliana, employer:
“I like to walk in the evening with my husband in the small streets of the old town, and lose and follow the Bell Tower of the Duomo, which always brings us to the starting point.
We especially like to stop at the Caffè Letterario, a bar that is not frequented by tourists. Here you can listen to music, attend some book presentations, listen to poems, or simply chat with friends. It’s a very relaxing and authentic place, a nice way to end the day. “

Fabiana and Angelica, ice-cream makers:
“We are great friends and our favorite place is the Belloluogo Park.
 It is a wonderful, immense green space where you can relax under a tree or just take a walk and eat an ice cream. Sometimes we also bring our dogs with us and we have a lot of fun.
The most beautiful part of the park is that of the Tower, a medieval tower built in the 14th century and surrounded by a ditch with water. Inside there are still rooms and beautiful frescoes.
There are many autochthonous plants and it is also beautiful to walk near the dry stone walls and the “pagghiara“, not to mention the parties and concerts they organize in the evening! “

Ludovica and Irene, waiter:
“When we finish working in the evening, we find our friends at the Palmieri Conviction, a real leccese jewel.
Work and restoration projects are still not over yet because ambition is high. In fact, the goal is to transform the whole structure into a great cultural center serving the city of Lecce and Salento, creating a great square of cultures, meeting place and urban animation.
In addition, we also like to have a chat with the Arch of Prato: a great sixteenth-century arch over which a legend lies: Leonardo Prato, one of the exponents of the powerful Lecce family, had obtained a special concession from sovereign Carlo V by virtue of which anyone under the arch could not be arrested. “

A Lecce not only beautiful and fascinating in its history and art, but also an authentic Lecce, made of local people and genuine experiences.
Lecce is an important university town, as well as famous for its cultural and commercial exchanges.
It is a treasure chest that makes everyone fall in love, even for who visits it fleetingly, leaving us speechless because thanks to its hidden corners we can live the magic of this city not by accident called the South Florence.

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Maglie in un’ora e mezza: fatto!

Viaggio in treno per le varie destinazioni del Salento – scalo a Maglie.

Tempo di attesa: 1 ora e mezza.

Obiettivo: fast tour del centro storico della città -> andiamo!!!

È comune avere lo scalo a Maglie quando si viaggia in treno o in bus per le varie città del Salento.

Maglie, uno dei più importanti centri della penisola salentina, occupa una posizione centrale e strategica, la potremmo definire il cuore del Salento.

Un po’ di storia.

Nata dall’ unione di tre villaggi circostanti (San Basilio, Sant’ Eligio e San Vito) tra l’ VIII e il IX secolo, fu dotata di una torre in difesa dei cittadini da parte dei Greci.

Durante il dominio dei Normanni diventò parte integrante della Contea di Lecce, fondato da Re Tancredi e dal 1190 donato come feudo alle più stimate famiglie salentine, fino ad arrivare al 1723 con la famiglia Capece.

Successivamente i feudi furono aboliti ma la figura di Francesca Capece resta di notevole importanza ancora oggi per il prestigio della città. Infatti, la famiglia si distinse per l’impulso positivo dato alla città. La Baronessa donò tutti i suoi averi nel 1843, compreso il suo palazzo, alla gioventù di Maglie perché potesse istruirsi nelle materie classiche. Così nacque nel 1871 il Liceo Capece ed è per questo che oggi Maglie possiede una rinomata tradizione culturale nel campo delle lettere e delle arti. 

Oggi la città è un attivo centro agricolo, commerciale, industriale e artigianale.

Qualche chiesa.

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Maglie custodisce diverse chiese cinquecentesche e seicentesche.

Una volta in centro notiamo l’imponenza del bellissimo Duomo, anche chiamato Chiesa della Colleggiata, dedicato a San Nicola.

Subito dopo la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con il suo portale in barocco.

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Qualche monumento.

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Tra i vari monumenti degni di interesse, nel centro di Maglie ammiriamo Palazzo Capece, oggi diventato l’omonimo Liceo Classico.

In ricordo del nobile gesto della Baronessa, in piazza si trova la statua bianca in marmo di Carrara. La nobildonna, ormai anziana e seduta, appoggia con affetto la mano sinistra sulla spalla di un adolescente e con la destra gli offre la croce, simbolo della fede, e un libro, simbolo della conoscenza. Il giovane, seminudo, testimonia la pura semplicità dell’adolescenza di fronte all’ istruzione.

Altre curiosità.

 

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Nelle viuzze del centro non resta più molto delle tante chiese che vi erano un tempo, ma possiamo ammirare i tanti palazzi in stile barocco e umbertino.

Non dimentichiamo di ammirare la Colonna in pietra leccese che regge la Vergine delle Grazie con il Bambino e soprattutto non dimentichiamo che il treno è prossimo, quindi dopo una bella bibita fresca nel bar della piazza si riparte!

 

Train trip to the various Salento destinations – change in Maglie.

Waiting time: 1 hour and a half.

Objective: fast tour of the historic center of the city -> let’s go !!!

It is common to have a change in Maglie when traveling by train or bus to the various cities of Salento.

Maglie, one of the most important centers of the Salento peninsula, occupies a central and strategic position, we could define the heart of Salento.

A bit of history.

Born after the union of three surrounding villages (San Basilio, Sant ‘Eligio and San Vito) between the VIII and IX century, it was equipped with a tower in defense of the citizens by the Greeks.

During the Normans it became an integral part of the County of Lecce, founded by King Tancredi and since 1190 donated as a feud to the most esteemed Salento families until reaching 1723 with the Capece family.

Subsequently the feuds were abolished but the figure of Francesca Capece remains of great importance today for the prestige of the city. In fact, the family was distinguished by the positive impetus given to the city. The Baroness donated all her possessions in 1843, including her palace, to Maglie’s youth, to be able to educate themselves in classics. Thus, in 1871, Liceo Capece was born and for this reason Maglie now has a renowned cultural tradition in the field of letters and arts.

Today the city is an active agricultural, commercial, industrial and handicraft center.

Some churches.

Maglie houses several sixteenth and sixteenth century churches.

Once in the center we notice the imposing of the beautiful Duomo, also called Church of the Colleggiata, dedicated to St. Nicholas.

Immediately after the Church of Santa Maria delle Grazie, with its baroque portal.

Some monuments.

Among the various monuments worthy of interest, in the center of Maglie we admire Palazzo Capece, nowadays the homonymous Liceo Classico.

In memory of the noble gesture of the Baroness, in the square is the white marble statue of Carrara. The old-timer, now old and sitting, affectionately affords her left hand on the shoulder of a teenager and with the right offers him the cross, a symbol of faith, and a book, a symbol of knowledge. The young, half-naked, represents the pure simplicity of adolescence in the face of education.

Further curiosities.

In the narrow streets of the center there is not much of the many churches that were there, but we can admire the many palaces in Baroque and Umbertine style.

Do not forget to admire the Stone Column that holds the Virgin of Graces with the Child and above all do not forget that the train is near, so after a nice fresh drink in the bar of the square let’s go again!

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Giurdignano: passeggiare tra Dolmen e Menhir

Che il Salento avesse tanta originalità e bellezza da offrire è risaputo, ma avreste mai pensato di ritrovarvi in un paesaggio fatto di straordinari echi del Megalitico?

Noi di Scuola Mondo Italia siamo andati a Giurdignano, a pochi km da Otranto, per una passeggiata assolutamente originale.

Il paesaggio è dolce, circondato da enormi distese di ulivi e muretti a secco e tra i secoli di natura e vita contadina di questa zona si trova quello che si definisce il parco megalitico d’Europa.

Queste presenze protostoriche hanno un’imponenza misteriosa e affascinante, inattesa e sorprendente. In questo viaggio straordinario indietro nel tempo e pieno di enigmi, vi raccontiamo la nostra avventura vissuta tra i vicoli e la campagna di questo paese.

In partenza dalla piazza del paese e poco fuori dalla città, le scoperte sono state tante.

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Dopo la piazza del paese che è stato il nostro punto di partenza non possiamo evitare la visita al frantoio ipogeo (classico edificio nella zona del Salento per l’antica e tradizionale produzione del prestigioso olio di oliva).

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Poco fuori dai vicoli del centro abbiamo subito incontrato il Menhir e la cripta di San Paolo. Si tratta di una grotta dedicata al Santo, cristianizzata a causa del suo uso pagano e che rappresenta il luogo di culto per il protettore delle donne colpite dal “morso della tarantola”.

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Il Menhir Vicinanze, nominato così per la prossimità del casale Vicinanze, è alto 3 metri. Croci incise e l’incasso nella sommità sono testimonianze del processo di cristianizzazione, confermato anche da riti e processioni che si svolgono ancora oggi davanti al Menhir durante la Domenica delle Palme.

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Il giardino del Dolmen stabile non esclude l’ipotesi di eventuali sacrifici animali rituali, perché la copertura ha un largo solco che confluisce in una cavità circolare.

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Siamo tutti d’accordo sull’ emozione che proviamo alla vista di questi Dolmen.

Per quanto riguarda la loro origine, se da un lato c’è chi pensa siano stati altari officiati dai culti celtici, c’è chi diffusamente li interpreta come tombe o camere funerarie megalitiche. I morti così attraverso questo “utero”ritornerebbero nella madre terra

Il monumento preistorico del Menhir, posto verticalmente nel terreno e in italiano denominato “pietra fitta” avrebbe invece  la funzione astronomica di orologio solare o come indicatore topografico, oppure come luoghi di raduno o di indicatori di particolari sepolture.

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Così, al tramonto, il nostro viaggio si conclude ripercorrendo la strada asfaltata che ci riporta al nostro tempo, lasciando dentro di noi il segno di una storia misteriosa del territorio lontana nel tempo.

 

That Salento has so much originality and beauty to offer is well known, but would you ever think of finding yourself in a landscape made of extraordinary echoes of the Megalithic?

We of Scuola Mondo Italia went to Giurdignano, a few kilometers from Otranto, for an absolutely original walk.

The scenery is sweet, surrounded by huge expanse of olive trees and dry stone walls, and between the centuries of nature and rural life of this area lies what is called the megalithic park of Europe.

These protostorical presences have a mysterious and at the same time fascinating, unexpected and surprising significance. In this amazing journey back in time and full of puzzles, we show you our adventure lived in the alleys and country roads of this country.

Starting out of the village square and just outside the city, there have been many discoveries.

After the village square that was our starting point, we can not avoid visiting the hypoean olive oil factory (a classic building in the Salento area for the ancient and traditional production of prestigious olive oil).

Just outside the alleyways of the center we immediately met the Menhir and the crypt of St. Paul. It is a cave devoted to the saint, christianized because of its pagan use and represents the place of worship for the protector of women affected by the “bite of the tarantula”.

The Menhir Vicinanze, so named for the proximity of the Vicinanze cottage, is 3 meters high. Engraved crosses and recesses in the summit are testimonies of the process of Christianization, also confirmed by rituals and processions that are still taking place in front of the Menhir during Palm Sunday.

The stable dolmen garden does not exclude the hypothesis of ritual animal sacrifices, because the cover has a wide groove that flows into a circular cavity.

We all agree on the emotion we feel at the sight of these Dolmen.

Regarding their origin, while on the one hand there are those who think it was altars officiated by Celtic cults, there are those who widely interpret them as graves or megalithic funeral rooms. The dead so through this “uterus” would return to the mother earth

The prehistoric monument of Menhir, placed vertically in the ground and in Italian called “dense stone”, would instead have the astronomical function of a solar clock or as a topographic indicator, or as gathering places or indicators of particular burials.

So our journey ends with the paved road that brings us back to our time, leaving within us the sign of a mysterious far away history of the territory.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

Cronologia di un’ Abbazia: Santa Maria di Cerrate

La passeggiata del fine settimana con gli studenti di Scuola Mondo Italia ci porta a scoprire un piccolo gioiello nascosto tra Squinzano e Casalabate: l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate.

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Vediamo insieme un po’ di date (e gli studenti possono approfittare e rivedere il “passato remoto” 🙂 ):

XII secolo: la bellissima Abbazia fu voluta e fondata da re Tancredi, per l’apparizione della Madonna in seguito all’inseguimento di una cerbiatta in una grotta;

In tutto questo periodo l’Abbazia, abitata dai monaci basiliani, fu uno dei centri religiosi più importanti dell’ Italia Meridionale;

1531: l’Abbazia passò sotto il controllo dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli;

1711: l’Abbazia fu saccheggiata dai pirati turchi e per molto tempo fu abbandonata;

1965: l’Abbazia divenne museo delle arti e delle tradizioni del Salento;

2012:l’Abbazia è passata sotto la tutela del FAI: Fondo per l’Ambiente Italiano.

La nostra visita subito ci lascia immergere in un ambiente sobrio e allo stesso tempo religioso, fatto di silenzio e rispetto per così tanta arte, tanta religione e tanta storia.

Notiamo subito che l’ elemento di spicco è la chiesa: con i suoi archi ci porta a immaginare la struttura interna e il rosone arricchisce la facciata esterna.

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Al lato della chiesa ci colpisce il portico risalente al XIII secolo, formato da colonne ognuna con un capitello diverso e l’atmosfera è al tempo stesso sobria e religiosa.

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La casa monastica presente un’esposizione di affreschi ritrovati nella chiesa negli anni ’70, rinvenuti sopra a quelli originari che sono in fase di restauro.

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E’ presente anche un frantoio ipogeo al quale si può accedere dal lato dell’Abbazia.

 Capiamo subito che la storia ha segnato questo posto. Non solo pietra leccese, stile romanico pugliese, preziosi affreschi e centro di rito greco ortodosso, ma anche centro di produzione agricola e soprattutto delle olive che, una volta spremute, producevano l’olio che veniva conservato nei tradizionali frantoi ipogei comuni in tutto il Salento.

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Prima di concludere la nostra passeggiata, sostiamo ancora un po’ di tempo nel giardino e siamo tutti d’accordo con il definire questa opera d’arte un elemento che rappresenta l’identità e la cultura italiana.

L’Abbazia di Santa Maria di Cerrate simboleggia un pezzo di storia millenaria che ha coinvolto la società della Puglia, dell’Italia e del mondo intero.

 

The weekend’s walk with students from Scuola Mondo Italia brings us to discover a small hidden jewel between Squinzano and Casalabate: the Abbey of Santa Maria di Cerrate.

Let’s see together a few dates (and students can take advantage and review the “remote past” ):

XII century: the beautiful Abbey was wanted and founded by King Tancredi, for the appearance of Our Lady after the pursuit of a deer in a cave.

During this period, the abbey, inhabited by the Basilian monks, was one of the most important religious centers in southern Italy;

1531: the Abbey passed under the control of the Incurabili Hospital of Naples;

1711: The Abbey was sacked by Turkish pirates and for a long time was abandoned;

1965: the Abbey became a museum of the arts and traditions of Salento;

2012: The Abbey has passed under the protection of the FAI: Italian Environment Fund.

Our visit immediately allows us to immerse ourselves in a sober and at the same time religious, silent and respectful atmosphere for so much art, so much religion and so much history.

We immediately notice that the prominent element is the church: with its arches it leads us to imagine the inner structure and the rosette enriches the external façade.

Beside the church is the 13th-century porch, which is made up of columns each with a different capital and the atmosphere is both sober and religious.

The monastic house is a display of frescoes found in the church in the ’70s, found above the original ones that are being restored.

There is also an ipogeous crusher which can be accessed from the side of the Abbey.

 We soon realize that history has marked this place. Not only Lecce stone, Apulian Romanesque style, precious frescoes and Orthodox Greek rite, but also a center of agricultural production, and especially olives that, when squeezed, produced oil that was kept in traditional common hypogeous mills throughout Salento .

Before we finish our walk, we still have some time in the garden and we all agree with defining this piece of art as an element representing Italian identity and culture.

The Abbey of Santa Maria di Cerrate symbolizes a piece of millenary history that has involved the society of Puglia, Italy and the whole world.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).

La “Sagra te lu ranu” a Merine

“Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”, così viene descritta questa terra in modo semplice ma altrettanto efficace e vero.

Il sole: uno dei più torridi ma anche spettacolari.

Il mare: uno dei più suggestivi ed eccezionali.

Il vento: tra scirocco e tramontana, croce e delizia del Salento.

Ma non solo: il Salento è storia, tradizione, cultura, il Salento è vita.

Infatti, in molte zone durante l’estate la celebrazione delle proprie origini dà vita alle più svariate “sagre”, ovvero feste che permettono di riscoprire antichi sapori e valori del passato.

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Stasera noi di Scuola Mondo Italia siamo qui a Merine, un piccolo paese poco distante da Lecce, in cui si festeggia la “sagra te lu ranu” (la sagra del grano) dal 14 al 16 luglio. Già dal 1993, questa sagra ha iniziato a dare il via a tutte le altre sagre della stagione estiva.

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Il programma include:

  • il concorso a tema “Comu era nna fiata”, organizzato in occasione della 25^ edizione della sagra per permettere ad artisti, mani artigiane, gruppi di persone o singoli individui di esprimere la propria fantasia realizzando scene che rappresentino la vita contadina ed artigiana di un tempo. La realizzazione di questi piccoli spazi di vita quotidiana sono visitabili in piazza Maria S.S. Assunta, l’atmosfera è molto suggestiva e ci permette di immaginare le attività e lo stile di vita dei nostri nonni con la semplicità della vita di un tempo.

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  • il programma musicale, che nelle tre serate vede esibirsi i grandi nomi della musica folkloristica popolare. Non mancheranno anche cabarettisti e artisti di vario genere ad animare la serata di questa festa all’ insegna della riscoperta del passato. Tamburelli, nacchere, fazzoletti, chitarre e voci che intonano le più antiche canzoni popolari fanno del Salento una terra viva, brulicante di tradizioni e di “culto” autentico alla scoperta delle tipicità locali.

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  • i piatti tipici che si possono mangiare nei vari percorsi gastronomici della festa sono basati sul grano, elemento semplice ma essenziale, soprattutto tipico per questa civiltà contadina ed elemento a cui è intitolata la sagra. Tra i vari piatti, ecco i più tipici: pasta fatta a casa, “ranu stumpatu”, “fave nette e cicorie reste”, “minchiareddhri con sugo di pomodori spezzati”, “pizzi”, “pucciteddhra pizzicata”, “muersi”, “ciceri e tria” ma non mancano anche i dolci tipici come il “pasticciotto” e lo “spumone”.

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Una sagra per festeggiare questo prodotto incredibile della terra, motivo di orgoglio locale e noi ammaliati da suoni e odori genuini e originari.

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Ci godiamo l’atmosfera e passeggiamo in un perfetto connubio tra ricette dei nonni, dolci caratteristici, grigliate, vino rosso, arte, cultura e buona musica, perché il Salento è il suono della “pizzica” che ci aspetta su ogni piccolo palco dove i tamburi suonano e tutti mangiamo “lu ranu”.

 

“Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”, so this land is described in a simple but equally effective and true way.

The sun: one of the most spiky but also spectacular.

The sea: one of the most impressive and exceptional.

The wind: between “scirocco” and “tramontana”, the cross and the delight of Salento.

But not only: Salento is history, tradition, culture, Salento is life.

Indeed, in many areas during the summer the celebration of its origins gives birth to the most varied “sagre”, festivals that allow to rediscover ancient flavors and values ​​of the past.

Tonight we of Scuola Mondo Italia are here at Merine, a small village not far from Lecce, where the “sagra te lu ranu” (the wheat festival) is celebrated from 14 to 16 July. Since 1993, this festival has begun to give way to all the other festivals of the summer season.

The program includes:

  • the theme contest “Comu era nna fiata”, organized on the occasion of the 25th edition of the festival to allow artists, craftsmen, groups of people or individuals to express their fantasy by making scenes representing the peasant and craft life of that time. The realization of these small spaces of daily life can be visited in Piazza Maria S.S. Assunta, the atmosphere is very impressive and allows us to imagine the activities and lifestyle of our grandparents with the simplicity of that lifetime.

 

  • The musical program, which in the three evenings the great names of folk music play. There will also be a variety of cabarettists and artists to animate the evening of this festival as a sign of the rediscovery of the past. Tambourines, dwarves, handkerchiefs, guitars and voices that pop up the oldest folk songs make Salento a living land full of traditions and authentic cult to discover the local typical things.

 

  • The typical dishes that can be eaten in the various culinary routes of the party are based on wheat, a simple but essential element, especially typical for this peasant civilization and element to which the festival is dedicated. Among the various dishes, here are the most typical ones: “ranu stumpatu”, “fave nette e cicorie reste”, “minchiareddhri con sugo di pomodori spezzati”, “pizzi”, “pucciteddhra pizzicata”, “muersi”, “ciceri e tria” but also not missing the typical sweets such as “pasticciotto” and “spumone”.

 

A festival to celebrate this amazing product of the earth, a source of local pride and we enchanted by genuine and original sounds and odors.

We enjoy the atmosphere and walk in a perfect blend of grandparents recipes, characteristic pastries, grilled meat, red wine, art, culture and good music, because Salento is the sound of the “pizzica” waiting for us on every small stage where the drums sound and we all eat “ranu”.

 

da www.italiahomestay.com, Villa Castelli (Brindisi) – Lecce (Lecce), Puglia (Italia).